Logo-MDSMS-Standard-No-date1

Accedi

BlogEfficacia personaleObiettivi: anche i piccoli passi contano

Obiettivi: anche i piccoli passi contano

In questa puntata volevo condividere con te questa strategia per una corretta applicazione dell’arte della definizione degli obiettivi: quella dei piccoli passi.

Obiettivi: anche i piccoli passi contanoClick To Tweet

La definizione degli obiettivi: una vera e propria arte

Molte persone vivono la propria vita inconsapevolmente, non hanno assolutamente idea di dove stanno andando e, cosa più importante, di cosa desiderano.

Come esseri umani, abbiamo l’innata capacità di creare, mentalmente parlando, qualsiasi cosa ci passi per la testa. È la nostra più grande abilità, quella stessa abilità che ci ha permesso di compiere un balzo evolutivo importante.

La nostra capacità di creare ci consente anche di strutturare il nostro futuro creando degli obiettivi, ovvero delle cose, più o meno grandi, che vogliamo raggiungere.

Alcuni studi in ambito neurologico dimostrano che definire un obiettivo in maniera dettagliata e associarlo a una carica emotiva di una certa importanza, crea una certa tensione mentale che facilita poi il passaggio dallo stato presente, in cui non si è ancora realizzato l’obiettivo, allo stato desiderato in cui si è realizzato. Quindi, di fatto, stiamo dando una direzione alla nostra esistenza.

Alcuni studi in ambito neurologico dimostrano che definire un obiettivo in maniera dettagliata e associarlo a una carica emotiva di una certa importanza, crea una certa tensione mentale che facilita il suo raggiungimento.Click To Tweet

Ergo, la definizione degli obiettivi ci serve per disegnare il nostro sé futuro, la persona che vogliamo diventare.

Pertanto, se non stiamo definendo degli obiettivi di vita, stiamo – automaticamente – creando un futuro statico, ovvero il nostro sé futuro sarà uguale al nostro sé presente.

Ovvio che, se non stiamo definendo obiettivi non stiamo pianificando la nostra evoluzione e, se non stiamo pianificando la nostra evoluzione, stiamo pianificando il nostro fallimento.

Il problema della definizione degli obiettivi

Uno dei problemi più grandi nella definizione, pianificazione e raggiungimento degli obiettivi è la gratificazione immediata.

Uno dei problemi più grandi nella definizione, pianificazione e raggiungimento degli obiettivi è la gratificazione immediata. Click To Tweet

La gratificazione immediata è quella sensazione che avverti quando desideri qualcosa e la ottieni subito (ricompensa immediata).

A questo processo si associa il rilascio nel nostro cervello di dopamina, detto l’ormone del piacere, che non fa altro che renderci sempre più dipendenti da detto processo (la dopamina è la sostanza associata alla gratificazione immediata).

Quest’atteggiamento è tipico della società a stampo tecno-capitalistico in cui viviamo e ci viene “impiantato” fin da quando siamo bambini.

Se noti, i bambini di oggi vengono educati secondo uno schema ben preciso:

pianto = bisogno di qualcosa = bisogno soddisfatto (dal genitore) = gratificazione immediata = dopamina = dipendenza

Secondo questo schema, i bambini che crescono in questo modo (quasi tutti quelli della civiltà occidentale di oggi) avranno una serie ripercussioni nel futuro, ripercussioni che avranno un impatto sulla loro autodisciplina e sull’autocontrollo, elementi che contraddistinguono tutte le persone che hanno successo nella vita.

La gratificazione immediata è uno dei problemi più gravi per quanto concerne il raggiungimento degli obiettivi. Tuttavia, in qualità di esseri umani, possiamo riprendere il controllo delle nostre vite sviluppando il nostro autocontrollo e la nostra disciplina e, quindi, la nostra gratificazione differita.

La gratificazione differita e il test del Marshmallow

Nel 1960, lo psicologo Walter Mischel elaborò un test per verificare l’autocontrollo dei bambini in relazione alla loro gratificazione differita.

Il test è piuttosto semplice: a un gruppo di bambini di quattro anni, viene chiesto di aspettare in una stanza e per alcuni minuti, il ritorno dell’esaminatore, il tutto davanti a una caramella. Se al ritorno dell’esaminatore il bambino non ha mangiato la caramella, allora ne riceve un’altra in premio.

Nell’esperimento condotto, alcuni dei bambini presenti nel gruppo riuscirono ad aspettare il ritorno dell’esaminatore, dimostrando così autocontrollo, mentre altri, com’era prevedibile, no.

Nell'esperimento condotto, alcuni dei bambini presenti nel gruppo riuscirono ad aspettare il ritorno dell’esaminatore, dimostrando così autocontrollo, mentre altri, com’era prevedibile, no.Click To Tweet

Questa era solo una parte dell’esperimento, il bello viene adesso.

Alcuni anni più tardi, alcuni dei bambini divenuti adulti, tornarono ad essere esaminati dai ricercatori.

I risultati furono evidenti e sconcertanti: coloro che da bambini erano riusciti ad autocontrollarsi e a non mangiare subito la caramella (ovvero erano stati in grado di resistere alla gratificazione immediata), avevano avuto successi lavorativi e sociali di gran lunga più importanti dei bambini che non erano riusciti a controllarsi e avevano mangiato subito la caramella.

Qual è l’insegnamento che possiamo trarre da questo esperimento?

Posticipare la gratificazione ci  offre l’opportunità di raggiungere traguardi e obiettivi sempre più grandi.

Non è un caso che il percorso di Modelli di Successo .Definisci .Pianifica .Raggiungi si basi sulla definizione degli obiettivi di vita, ovvero obiettivi molto a lungo termine che consentono di sviluppare la gratificazione differita.

Allenare la nostra gratificazione differita

Per allenare la nostra gratificazione differita in un contesto di obiettivi di un certo rilievo, è necessario passare a una mentalità diversa, una mentalità basata sull’importanza che hanno i piccoli passi in avanti che compiamo lungo il cammino che ci porterà a raggiungere il nostro obiettivo.

Per allenare la nostra gratificazione differita, è necessario passare a una mentalità diversa, una mentalità basata sull’importanza che hanno i piccoli passi in avanti che compiamo lungo il cammino che ci porterà a raggiungere il nostro obiettivo. Click To Tweet

Il segreto è tutto lì: nei piccoli passi.

Ti faccio un esempio:

se il tuo obiettivo è perdere 10 chili, incominci una dieta e vedi che per perdere 300 grammi ti ci vuole una settimana, abbandonerai dieta e obiettivo nel giro di un mese (come fanno praticamente quasi tutti).

In questo caso i 3 etti persi equivalgono ad appena il 3% dell’obiettivo finale e teoricamente per perdere 10 chili ti servirebbe poco meno di un anno di dieta.

Comprenderai perché le persone dipendenti da gratificazione immediata abbandonano tutte le diete.

Ora modifichiamo i parametri dell’obiettivo:

Poniamo il caso che il tuo peso sia di 70 kg e il tuo obiettivo finale sia perdere 10 chili. Ora invece di focalizzarti sui 10 chili da perdere, imposti un obiettivo intermedio: arrivare a 69 Kg. Fai la prima settimana di dieta e perdi 300 grammi. In questo caso avrai già raggiunto il 30% del tuo obiettivo.

Quale impatto avrà questo su di te? Sarai più motivato/a a seguire il regime alimentare, sgarrerai di meno e, cosa più importante, svilupperai gratificazione differitaautocontrollo autodisciplina.

Non male per appena 300 gr di perdita di peso!

Il principio della goccia

Proprio in merito ai piccoli passi, qualche tempo fa ho fatto un podcast su quello che ho chiamato “il principio della goccia”.

Tutto è partito da un aneddoto personale che ti racconto qui:

Quest’estate faceva un caldo pazzesco qui in Puglia e avevo il condizionatore a palla, come di consueto da queste parti.


I condizionatori hanno un tubo di scarico della condensa da dove esce l’acqua raccolta dall’umidità dell’aria presente nella stanza.


Ebbene, io sotto il tubo ho un secchio che svuoto non appena si riempie.


Un giorno ho svuotato il secchio pieno di acqua e l’ho rimesso al suo posto sotto il tubo.


Ad un tratto ho visto una goccia scendere giù dal tubo e cadere nel secchio vuoto.


Ho iniziato a riflettere sul fatto che quella piccola goccia, solo all’apparenza insignificante, che cade di tanto in tanto giù dal tubo, abbia il potere di riempire un intero secchio in un tempo relativamente breve.


Ho pensato come quella goccia sia simile alle nostre attività e ai nostri sforzi quando vogliamo raggiungere ciò che per noi è importante: un sogno, un desiderio, un obiettivo.


Cos’è una goccia rispetto a un intero secchio pieno? Nulla, quella goccia, presa singolarmente, sembra assolutamente priva di qualsiasi funzione.


Così, capita spesso che quando dobbiamo raggiungere un obiettivo, le nostre attività sembrino insignificanti se paragonate al punto in cui dobbiamo arrivare.


Magari vuoi dimagrire 10 chili e un singolo pasto sano e ipocalorico ti può sembrare non abbastanza per raggiungere il tuo traguardo.


Magari vuoi un fisico tonico o muscoloso, ma quel singolo allenamento da 20 minuti ti sembra inutile perché non ti porta nessun risultato nel breve termine.


Magari vuoi scrivere un libro, ma quelle 600 parole scritte in mezz’ora ti sembrano futili rispetto all’obiettivo finale delle 50.000 parole.


Di esempi ce ne sono tanti, il discorso è che un obiettivo raggiunto è come quel secchio pieno d’acqua che è costituito da tante piccole e insignificanti gocce.


Ogni singola goccia è un’attività che ci avvicina al nostro obiettivo. Per quanto piccola sia quella goccia, bisogna considerala sempre come una parte fondamentale del tutto, sempre come un passo avanti.


La morale è che ciò che sembra insignificante, proprio come una singola goccia in un secchio, non è altro che un pezzo del nostro obiettivo che andrà a costituire la nostra realizzazione.


La somma di ogni piccolo, e all‘apparenza insignificante, sforzo fatto oggi, rappresenta un grande risultato domani.


Quindi, a chiusura: adotta il giusto mindset e non lasciarti scoraggiare dal fatto che ciò che fai per raggiungere i tuoi traguardi ti sempre piccolo e insignificante, ma anzi sii entusiasta e determinato/a ricordando che quell’attività che devi fare, per quanto piccola, ti porterà inevitabilmente, al risultato.

Da 1 a 2 (non da 1 a 100)

Ecco, quindi, il segreto dei segreti: bisogna passare a una mentalità che ricompensa anche i piccoli passi e non solo quelli grandi.

Ecco, quindi, il segreto dei segreti: bisogna passare a una mentalità che ricompensa anche i piccoli passi e non solo quelli grandi.Click To Tweet
Il principio qui è il seguente: è più importante passare da 1 a 2 che non da 1 a 100.

Bisogna considerare quel piccolo passo che compi verso il tuo obiettivo come un grande traguardo, alla stessa stregua dell’obiettivo raggiunto.

Più sarai bravo/a in questo più riuscirai a sviluppare la gratificazione differita (e con essa autocontrollo e disciplina) più raggiungerai obiettivi grandi e importanti per te.

Chiudo con una frase di Confucio: “Non importa quanto vai lentamente a condizione che non ti fermi”.

Un abbraccio!

Rispondi

Sviluppa il tuo mindset, raggiungi grandi traguardi

Raggiungi i tuoi traguardi più importanti con i modelli di comportamento e le strategie delle persone che raggiungono grandi obiettivi, persone di successo.

© 2024 Modelli di Successo – Mindset School | P. IVA 03254570736