Come affrontare la sofferenza, il dolore e i disagi (oriental edition)

di Max De Vergori - Newsletter "Discorsi Settimanali" del 16 dicembre 2019

In un articolo di Modelli di Successo abbiamo parlato di abitudini e citato una delle figure più importanti del nostro tempo: il Dalai Lama.


In questa nuova puntata della serie "Discorsi Settimanali", parleremo di un argomento che per noi occidentali è tabù ma la cui comprensione può portarci a notevoli benefici in tutti i campi della nostra vita.


Infatti, analizzeremo i modelli comportamentali del Dalai Lama al fine di comprendere come un personaggio del suo calibro affronta e vince la paura della sofferenza e del dolore, e come usa la sua forza per far fronte agli inevitabili dolori che la vita ci pone davanti durante il nostro cammino.


Conosci il tuo nemico


Benché cose come sofferenza, dolore, disagio, siano fenomeni umani, nessuna scuola (purtroppo) ci insegna ad affrontare queste emozioni in maniera corretta.


Non è un caso che per affrontare sentimenti del genere molte persone elaborino strategie più o meno complesse per evitarli. Infatti, ci sono coloro che:


  • • si rifugiano nell'alcol e nelle sostanze chimiche
  • • elaborano meccanismi psicologici di difesa (spesso inconsci) per allontanare dolori e sofferenze
  • • proiettano le loro sofferenze e le loro colpe sugli altri per non affrontare i problemi


Il discorso è che evitare in tutti i modi possibili sofferenze e dolori non ci porterà da nessuna parte, anzi.


Spesso, questo atteggiamento di rifiuto porta all'acuirsi dei disagi psicologici che la realtà che viviamo e i dolori che ne conseguono comportano.


Cosa fare allora? Come procedere?


Vecchiaia e morte


L'approccio del Dalai Lama alla sofferenza umana inizia con una profonda accettazione della realtà delle cose e, soprattutto, con un atteggiamento diretto e coraggioso, quasi di sfida. Afferma:


«Nella vita quotidiana è inevitabile che insorgano difficoltà. I maggiori problemi dell'esistenza sono quelli per tutti inevitabili, come la vecchiaia, la malattie e la morte. Cercare di eluderli o di non pensarci ci può dare un sollievo temporaneo, ma a mio avviso vi è un approccio migliore. Se affronteremo in maniera diretta la sofferenza, avremo più possibilità di capire quanto profonda sia la sua natura. Cercando di capire i problemi anziché di evitarli si riesce ad affrontarli con ben maggior efficacia. Se dedicheremo tempo alla riflessione sulle cose spiacevoli, quando tali realtà diverranno tangibili, la mente sarà assai più stabile, perché avremo già acquisito familiarità con il problema e il suo bagaglio di sofferenza e avremo previsto il suo manifestarsi.»


Davvero singolare l'approccio del Dalai Lama che, anche se in maniera controintuitiva, può fornirci un grande aiuto nell'affrontare (e superare) gli inevitabili dolori della vita.


La natura della realtà


Dalle parole precedenti del Dalai Lama, possiamo estrapolare una metodologia in grado di aiutarti nell'affrontare la vita e tutto ciò che questo comporta.


La prima cosa da fare è comprendere la natura della realtà delle cose.


In questo contesto, dobbiamo acquisire la consapevolezza che l'essere umano è nato con la capacità di provare dolore.


Aristotele diceva che "la natura non fa nulla di inutile".


Ciò vuol dire che questa nostra abilità è una componente del nostro sistema mentale assai utile quanto quella di provare piacere.


Il dolore quindi, come il piacere, è un feedback inventato dalla natura per comunicarci qualcosa.


Anche Anthony Robbins, il coach numero 1 al mondo, afferma una cosa molto importante sul dolore:


«Il segreto del successo è imparare a usare il piacere e il dolore, invece che lasciarsi usare dal piacere e dal dolore. Se ci riuscirete, avrete raggiunto il controllo della vostra vita. Altrimenti, sarà la vita a controllare voi.»


Insomma, da qualunque punto di vista lo si prenda, che ci piaccia o no, il dolore farà sempre parte della nostra vita.


Ciò che possiamo fare però, è decidere di avere il controllo delle nostre emozioni con lo scopo di affrontare le insidie della vita al meglio.


Familiarizzare con le cose spiacevoli per preparare la mente


Un'altra cosa da fare, secondo il Dalai Lama, è familiarizzare con le cose spiacevoli al fine di preparare la mente a tutti quegli eventi dolorosi che potrebbero capitare.


Per quanto possa sembrare masochistico, è in realtà una tecnica potente che ci può dare la forza di affrontare (e superare) ostacoli, problemi ed insuccessi.


Nel progetto sui Modelli di Successo, sono in molti a consigliare di prepararsi mentalmente ai problemi che si potrebbero verificare.


Questo perché la riflessione ci aiuta a prefigurarci possibili scenari ed affrontarli al meglio.


Familiarizzare con la sofferenza, anche solo mentalmente, ci aiuta a metabolizzarla e a superarla nel migliore dei modi.


Questa preparazione mentale non è soltanto appannaggio della civiltà orientale. Questa tecnica (tipica della PNL) si usa in tantissimi ambiti, persino in quello sportivo.


Il fatto è che bisogna ricordare che la nostra mente non riesce a distinguere tra il reale e l'immaginato.


Quando visualizziamo e ci prefiguriamo possibili scenari, il nostro cervello crea nuove connessioni e percorsi neuronali, proprio come se avessimo svolto quel tipo di attività o affrontato quella situazione realmente.


Ecco perché, anche il familiarizzare con cose spiacevole può farci da palestra mentale per affrontare al meglio le situazioni.


Il nostro atteggiamento è tutto: nel piacere, nel dolore, nella gratitudine, negli obiettivi...


Sul Modelli di Successo, abbiamo parlato spesso di proattività ed è la qualità numero 1 delle persone di successo.


Tra le tante definizioni, con proattività s'intende anche la possibilità di dirigere il nostro atteggiamento in relazione ad uno stimolo/evento esterno, con lo scopo di renderlo proficuo per la nostra vita ed i nostri obiettivi.


Alla stessa maniera, il nostro atteggiamento nei confronti della sofferenza, del dolore, dei problemi, dei fallimenti, degli insuccessi, determina il larga misura come affronteremo le situazioni e come svilupperemo la nostra capacità di superarle.


Infatti, il nostro obiettivo supremo dovrebbe sempre essere migliorare la nostra qualità della vita.


Se riusciremo ad avere controllo sulle nostre emozioni negative riusciremo a vivere una vita più piena e grata.

Anche nei confronti dell'atteggiamento il Dalai Lama ci offre qualche dritta:


«Il nostro atteggiamento verso la sofferenza è assai importante, perché può influire sulla capacità di affrontare il dolore quando questo si presenta. Se riusciamo a cambiare il nostro atteggiamento verso la sofferenza, ad adottarne uno che ce la faccia tollerare di più, avremo molte più possibilità di neutralizzare sentimenti di infelicità, insoddisfazione e scontento


Per dimostrare l'efficacia del nostro atteggiamento, oltre le parole del Dalai Lama, basta guardare un esempio su tutti: Matthieu Ricard (considerato l'uomo più felice del mondo).


Matthieu Ricard è scientificamente l'uomo più felice del mondo. Afferma:


«Dire sempre 'io', 'io', 'io', tutto il giorno è deprimente. Ed è una condizione infelice, perché riduce tutte le cose belle presenti nel mondo a semplici strumenti. Al contrario se la tua mente è intrisa di benevolenza - passione e solidarietà - sarà inevitabilmente più rilassata, condizionando positivamente anche il tuo corpo, che sarà più sano. E le persone che ti saranno intorno lo percepiranno


Ciò dimostra non solo che possiamo avere un atteggiamento vincente nei confronti della sofferenza ma anche nei confronti della nostra felicità e del nostro benessere.


Meditare sulla sofferenza per liberarci dal dolore, accettarlo e superarlo


Abbiamo visto come il visualizzare e familiarizzare con possibili eventi dolorosi possa aiutarci ad affrontare gli stessi al meglio.


Il Dalai Lama dà molta importanza alla riflessione, affermando che questa ci offre la possibilità di liberarci dal dolore.


Il dolore è un'emozione umana e non può essere del tutto eliminata, tuttavia, possiamo controllare le nostre emozioni, accettare la realtà delle cose e affrontare gli eventi dolorosi senza sprofondare in deviazioni psicologiche quali la depressione.


Liberarsi dal dolore non significa eliminarlo, ma significa rimuovere tutte quelle emozioni collaterali provocate dalla nostra inesperienza nel dominarle.


Fintantoché considereremo la sofferenza come un qualcosa da allontanare, evitare in tutti i modi, di cui avere paura e da rifiutare ad ogni costo, non saremo in grado di vivere una vita felice.


Al contrario, quando accetteremo la vita con tutti i suoi pro e contro, riusciremo non solo ad affrontare i piccoli grandi problemi ma anche a gioire al meglio di quei (pochi) momenti di piacere.


Ciao e alla prossima!


Max