Jack Ma: l’uomo che ha inventato Alibaba [SERIE PROFILING]

Come un povero ragazzo cinese ha creato dal nulla un impero chiamato Alibaba

Jack Ma è l’imprenditore cinese fondatore di Alibaba, il più grande Ecommerce cinese B2B del mondo. In quest’articolo della serie profiling (profilazione), analizzeremo alcuni dei modelli comportamentali, di business e di leadership di uno degli uomini più ricchi e famosi della Cina.

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Voi siete qui: “Percorso Profilazione“. Una volta termina la lettura di questo articolo, proseguite questo percorso scegliendo uno dei seguenti contenuti:

  • Jack Ma è l’imprenditore fondatore del gruppo Alibaba.
  • Nato da una famiglia modesta in Hangzhou, vicino Shanghai, ha sùbito mostrato passione per la lingua inglese.
  • È stato respinto 2 volte all’esame che dava accesso l’università.
  • Prima di superare questo esame provò decine di colloqui senza successo.
  • Al colloquio del fast food KFC fu l’unico su ventiquattro a essere respinto per quel lavoro.
  • Dopo il conseguimento della laurea  in inglese nel 1988 Jack divenne docente di inglese.
  • Nel gennaio del 1994, a ventinove anni, Jack fonda la sua prima impresa chiamata “Speranza Traduzioni” (Hope Translation).
  • Nel suo primo viaggio in America, a Seattle, Jack conosce per la prima volta Internet e ne rimane impressionato.
  • Porta la sua Hope Translation su Internet ma nonostante la buona idea, non riesce a decollare.
  • Jack comprende il potenziale di internet e ritenta con una nuova impresa, China Pages, una sorta di pagine gialle su Internet.
  • Anche per questa sua seconda iniziativa le cose non vanno bene. Subì diversi contrasti e dovette abbandonare l’idea (e l’impresa).
  • Nel novembre del 1997, Jack lasciò China Pages per prendere posto come impiegato in una sezione del Ministero.
  • Al terzo tentativo imprenditoriale, finalmente Jack, nel 1999, fonda quello che è oggi il più grande Ecommerce cinese B2B del mondo: Alibaba.
  • Oggi Jack è molto popolare ed è, al momento della stesura di questo articolo, il secondo uomo più ricco della Cina.

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Chi è Jack Ma

Jack Ma è un (ex) insegnante di inglese e fondatore di Alibaba, il negozio virtuale più grande del mondo dove passano ogni anno, più di 400 milioni di persone.

Di fatto Alibaba, ha cambiato il modo in cui i cinesi effettuano acquisti e sta assumendo, anno dopo anno, un ruolo cruciale nell’economia cinese.

Jack è diventato una sorta di eroe popolare in patria e questo perché, oltre ad essere – al momento della stesura di questo articolo – il secondo uomo più ricco di Cina, condivide regolarmente eventi con famosi personaggi del cinema e della musica (ad esempio Leonardo Di Caprio, Kevin Spacey e Bono), della politica e dell’imprenditoria (amministratori delegati di Coca-Cola Company, DHL e JPMorgan Chase).

È, inoltre, molto famoso per la sua “ars oratoria”, cioè l’arte del saper parlare. Infatti, il suo modo unico di creare storie e raccontare aneddoti motivazionali, molti basati sul suo amore per le arti marziali, gli hanno fatto prendere il soprannome di “Amministratore Delegato filoso”

Come tutti i grandi imprenditori del nostro tempo, anche Jack aveva una fortissima ambizione che ha cambiato drasticamente il corso della sua vita di povero ragazzo cinese.

Voleva, parole sue, “costruire una internet company capace di durare almeno ottant’anni” e con Alibaba ha esteso questa aspettativa di vita a “centodue anni” con l’obiettivo di toccare, dal 1999 (anno della fondazione di Alibaba) tre secoli.

Fin dall’inizio della sua carriera di imprenditore, Jack Ma si è ripromesso di competere allo stesso livello dei giganti della Silicon Valley e di sconfiggerli.

Come tutti le grandi personalità all’inizio, anche Jack per questi suoi progetti e ambizioni veniva visto come un folle che voleva raggiungere un qualcosa che si pensava potesse essere impossibile, specie per il contesto socio-economico e culturale cinese.

Col senno di poi e come spesso accade, le parole, i comportamenti, la tenacia e la perseveranza incrollabile di Jack hanno dimostrato l’esatto contrario.

Jack Ma: un povero ragazzo cinese con la passione per l’inglese

Jack Ma è nato il 10 settembre 1964 nella città di Hangzhou, vicino Shanghai.

I genitori l’hanno chiamato Yun, che vuol dire «nuvola». Il cognome «Ma» è la parola cinese che significa «cavallo».

Jack proviene da umili origini: la madre, Cui Wencai, lavorava in fabbrica e il padre, Ma Laifa, era un fotografo per la Hangzhou Photography Agency.

Da ragazzo Jack scoprì quasi subito la passione per la lingua e la letteratura inglese e l’espansione turistica cinese gli diede l’opportunità di esplorare, anche se solo indirettamente, ciò che si trovava oltre i confini della Cina.

In merito proprio alla lingua inglese afferma:

«Riesco a farmi capire, anche se la mia grammatica è terribile. L’inglese mi aiuta moltissimo. Mi permette di capire meglio il mondo, mi aiuta a incontrare gli imprenditori e i leader migliori, mi fa comprendere la distanza tra la Cina e gli altri Paesi


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Lo sapevi che…

Tra i tanti turisti che Jack accoglieva ci fu una turista americana il cui padre e marito si chiamavano Jack; gli suggerì quel nome, e da quel giorno Ma Yun divenne noto in inglese come Jack Ma.


La fortuna di un uomo è un altro uomo: Ken Morley

Fra i tanti turisti che nel 1980 visitarono la città natale di Jack Ma vi erano i Morley, una famiglia australiana che ebbe un impatto enorme sulla vita di Jack.

Infatti, è proprio grazie a Ken Morley (all’epoca ingegnere in pensione) che la vita di Jack prese la direzione che gli ha consentito di diventare il più grande e famoso imprenditore miliardario della Cina.

Ken Morley disse una volta in merito a Jack: «sembrava un venditore ambulante. Voleva davvero fare pratica con l’inglese, ed era molto cordiale. I nostri figli l’hanno preso subito in simpatia.»

Ken (con tutta la sua famiglia) prese molto in simpatia Jack tant’è che per aiutarlo con la lingua gli chiese di “scrivere le lettere a spaziatura doppia lasciando lo spazio per le correzioni” così da dargli la possibilità di rispondere alle lettere con le dovute correzioni.

Questo modo di fare di Ken Morley incoraggiò Jack nell’apprendimento della lingua ma non solo.

Negli anni successivi i rapporti tra Jack e la famiglia Morley ed in particolare Ken (che Jack definiva il suo papà australiano e mentore) divennero sempre più stretti.

Nel 1985 Jack andò a trovare i Morley in Australia e si trattenne lì per un mese.

Era la prima volta che Jack usciva dalla Cina. Al ritorno da quel viaggio Jack non fu mai più lo stesso:

«In Cina mi avevano insegnato che il nostro era il Paese più ricco del mondo», raccontò in seguito. «Quando sono arrivato in Australia mi sono accorto che le cose non stavano affatto così. Ho iniziato a pensare che fosse necessario usare la propria testa per ragionare e per giudicare

Il primo ed importante aiuto da parte di Ken Morley fu di tipo economico e servì per permettere a Jack di usufruire del dormitorio universitario, cosa che i genitori di Jack non potevano permettersi.

Dice Ken Morley:

«Quando siamo tornati in Australia ci abbiamo riflettuto e abbiamo deciso che potevamo aiutarlo. Non era una cifra alta – cinque o dieci dollari alla settimana, mi pare – quindi gli mandavo un assegno ogni sei mesi.»

Al College magistrale di Hangzhou Jack conobbe quella che sarebbe diventata sua moglie, Zhang Ying, una compagna di studi originaria di Zhejiang che aveva scelto il nome inglese di Cathy.

I Morley anche in questo caso si dimostrarono dei benefattori per Jack e la sua compagna, donando alla coppia 22.000 dollari australiani (circa 15.000 euro) per aiutarli a comprare la loro prima casa.

Ken Morley morì nel settembre del 2004. Il suo necrologio su un giornale locale riferisce quanto segue:

“[Aveva portato] i figli in Cina e a Cuba e li aveva incoraggiati a studiare, viaggiare e formarsi un’opinione politica. Questo approccio illuminato e generoso si è esteso anche al di fuori della famiglia: è risaputo che Ken fosse amico di un ragazzo cinese in difficoltà economiche. Quel ragazzo è oggi un uomo e dirige un’azienda di successo in Cina.

Al funerale il sacerdote ha letto un messaggio di Jack ai Morley in cui Jack stesso definiva Ken il “papà australiano e mentore”.

L’impatto e l’aiuto che ebbe Ken Morley per Jack Ma fu impagabile tanto che Jack diede il nome “Kun” (in onore di Ken) al suo primogenito.

Jack Ma (non) era sicuramente un genio

Come spesso accade per le persone che hanno avuto un certo tipo di successo, anche Jack non è era un asso a scuola.

Il suo nemico numero uno fin dal liceo era la matematica.

In Cina, gli studenti del liceo che vogliono frequentare l’università, devono passare un esame nazionale di ammissione chiamato “gaokao” (letteralmente “test superiore”) che dura 2-3 giorni.

Una delle materie obbligatorie oltre al cinese e ad una lingua straniera era proprio la matematica.

Il gaokao, oggi considerato deleterio per le conseguenze negative sulla psiche di molti studenti (si sono verificati casi di depressione e suicidio) è uno dei test più difficili al mondo.

Gaokao
Gaokao (Fonte foto: https://www.scienzainrete.it/articolo/gaokao/pietro-greco/2017-02-02)

Jack ottenne dei risultati disastrosi al gaokao in matematica (prese 1/120 – uno su centoventi) pertanto non lo superò.

Non avendo passato il gaokao inizialmente si rassegnò e si dedicò al lavoro manuale.

Iniziò a consegnare riviste, provò a svolgere altri tipi di lavori ma fu respinto ai vari colloqui.

Tentò anche come cameriere in un albergo ma gli dissero che non era abbastanza alto. Ma il suo destino stava per cambiare.

Già da queste prime difficoltà si inizieranno a intravedere i modelli comportamentali di successo che consentiranno a Jack di diventare il Jack Ma che tutti conosciamo. Infatti…

È quando decidiamo chi essere che plasmiamo il nostro destino

Come molti di noi, anche Jack Ma aveva i suoi eroi, leggeva libri e si faceva influenzare dalle storie dei grandi personaggi di cui leggeva.

“Chen Wei riferisce nella sua biografia di Jack, This Is Still Ma Yun, che il suo datore di lavoro trovò ispirazione nel libro Ren sheng (La vita) dell’autore cinese Lu Yao. Pubblicato nel 1982 e adattato per il cinema nel 1984, il libro racconta la storia di Gao Jailin. Uomo di talento che vive in un villaggio, Gao cerca invano di emanciparsi dalla povertà.” (Fonte: Duncan Clark – Alibaba. La storia di Jack Ma e dell’azienda che ha cambiato l’economia globale)

Jack “decise” che il suo percorso di vita doveva essere diverso.

Tentò il gaokao una seconda volta senza successo. Ritornò al lavoro manuale e a decine di colloqui provando e riprovando e ottenendo un rifiuto dopo l’altro.

Molto famoso è in rete l’aneddoto che lui stesso racconta e che lo vede protagonista di una vicenda che ha dell’incredibile: la storia che lo vede protagonista al colloquio del fast food KFC dove fu l’unico su ventiquattro a essere respinto per quel lavoro.

Ma adesso Jack era diverso: aveva deciso di voler superare il gaokao.

Concentrò tutto il suo tempo libero nello studio atto a superare l’esame. Studiò tutte le formule e le equazioni oggetto dell’esame.

Finalmente (la perseveranza ripaga sempre) superò l’esame con un punteggio idoneo a farlo entrare all’università (il College magistrale di Hangzhou).

Jack spesso racconta questi aneddoti della sua vita per evidenziare come anche nelle difficoltà possiamo sempre fare qualcosa e averla vinta (con i giusti modelli comportamentali).

La carriera universitaria di Jack lo vide diventare prima presidente del consiglio studentesco e poi presidente della Federazione degli studenti di Hangzhou.

Da insegnante (di successo) a imprenditore (fallito)

Dopo il conseguimento della laurea in inglese nel 1988 Jack divenne docente di inglese e, a differenza dei suoi compagni di corso che ottennero un incarico nelle scuole medie, Jack fu l’unico a cui venne assegnato un istituto superiore.

Tuttavia, un’idea diversa dall’insegnamento balenava nella mente di Jack.

Il tutto scaturiva dalle parole di Deng Xiaoping il quale soleva dire nei suoi comizi: «Potete diventare ricchi; potete aiutare altre persone a diventare ricche

Da ragazzo nato in povertà quale era Jack Ma, è facile intuire come queste parole potessero risuonare nella sua mente.

Essere ricchi e aiutare gli altri a essere ricchi significava avere raggiunto il successo e raggiungere quel successo significava mettere in risalto ancora di più il significato si Self-Made-Man (o in questo case di Self-Made-Bilionaire).

Ora Jack aveva un obiettivo diverso da quello di diventare insegnante (ormai raggiunto): voleva fondare un’azienda prima dei trent’anni.

La “Speranza Traduzioni” e il sogno americano

«In Cina ci sono un milione di aziende che vogliono vendere all’estero ma non sanno come fare» JACK MA

Nel gennaio del 1994, a ventinove anni, Jack fondò la “Speranza Traduzioni” o, in inglese, la Hangzhou Hope Translation Agency.

All’inizio la Hope Translation Agency aveva cinque dipendenti e tutti ex colleghi insegnanti di Jack e puntava ad assistere le imprese locali nella ricerca di clienti all’estero.

Jack ha ricordato in seguito: «Durante il giorno dovevo insegnare e non avevo tempo di aiutare gli altri a tradurre. Ma molti ex insegnanti stavano a casa senza niente da fare e percepivano una pensione bassa; così ho pensato di fondare un’agenzia di traduzioni, per propormi come intermediario.»

Jack, già all’epoca era famoso per il suo saper motivare le persone e per le sue caratteristiche tipiche del leader e, visto che Facebook ancora non esisteva, utilizzò le sue arti persuasive convincendo alcuni dei suoi studenti a pubblicizzare l’azienda con cartelli e striscioni nelle piazze di Hangzhou, ove risiedeva la Hope Translation.

Uno dei primi dipendenti di Jack afferma: «Nessun altro vedeva opportunità in quel settore […] All’inizio non guadagnavamo molto, ma [Jack] ha perseverato […]. Nutro un grande rispetto per lui, perché ha la straordinaria capacità di motivare le persone e di infondere speranza. Riesce a suscitare entusiasmo in chiunque incontri.»

La Hope Translation era per Jack una sorta di banco di prova. Infatti, la sola traduzione non era in grado di generare fatturato sufficiente e creare utili cospicui ma consentì a Jack sia di fare pratica come imprenditore che di analizzare quel cambiamento imprenditoriale che stava interessando tutta la provincia.

Nonostante la voglia (e il sogno) di fare impresa, Jack si dimostrò prudente mantenendo il suo status di insegnante anche considerando il fatto che all’epoca, nel periodo sia antecedente che seguente alle prime riforme economiche cinesi, l’attività imprenditoriale era considerata molto rischiosa e al limite della legalità.

Il primo viaggio di Jack Ma in America e la scoperta di Internet

Il primo viaggio in America di Jack si rivelò decisivo per la storia come la conosciamo.

Fu a Seattle che Jack si collegò per la prima volta ad Internet. Prima di questo viaggio “epico” aveva sentito parlare di Internet da un collega insegnante, Bill Aho, che aveva il genero che lavorava ed operava su Internet.

Lo stesso Jack afferma: «neanche [Bill Aho] era riuscito a spiegarmi chiaramente di cosa si trattasse; sembrava qualcosa di molto strano… Non ci avevo capito granché»

E continua…

«Era il mio primo viaggio negli States, la prima volta che toccavo la tastiera di un computer, la prima volta che mi collegavo a Internet, ed è stato il momento in cui ho deciso di lasciare l’insegnamento e fondare un’azienda.»

Questo viaggio fu per Jack anche un momento di confronto e di scoperta personale.

Infatti, oltre ad aver visto come funzionasse l’Internet, aveva anche avuto modo di confrontarsi con la ricchezza americana.

In quel viaggio Jack alloggiava dai parenti del suo collega Bill (Dave e Dolores Selig) che lo portarono a visitare i quartieri più ricchi della città.

Si narra che Jack rimase assolutamente impressionato dalle grandi case che aveva avuto modo di vedere.

Nel vedere le meraviglie immobiliari dei ricchi Jack, indicandone alcune, esclamava: «Comprerò quella, quella e quella».

Ricordando che Jack all’epoca era ancora fondamentalmente povero, è utile sottolineare come la sua mente era rimasta davvero stupefatta da quegli scenari e come non molti anni dopo, avrebbe realizzato quella visione di ricchezza e prosperità.

La prima pagina internet di Hope Translation

Ricorda così la sua prima navigazione online:

«Il mio amico Stuart […] mi ha detto: “Jack, questa è Internet. Ci puoi trovare qualsiasi cosa.”

Davvero? Ho chiesto io.

Quindi ho cercato la parola birra. Una parola molto semplice. Non so perché l’ho scelta. Ma ho trovato birre americane, tedesche, e nessuna birra cinese. […]

Ero curioso, quindi ho cercato China, e non ho trovato niente: non c’erano informazioni sulla Cina.»

Affascinato, chiese aiuto a Stuart.

«Dissi al mio amico: “Perché non pubblichiamo qualcosa sulla Cina?” E così realizzammo una paginetta, davvero brutta […] per promuovere la mia agenzia di traduzioni.»

Jack Ma Hope Translation Agency
Pagina (in versione recente) “About us” della Hangzhou Hope Translation Agency, la prima azienda fondata da Jack Ma.

Paradossalmente (ma poi neanche tanto a pensarci), il sito di Hope Translation, che era composto da una pagina senza immagini ma con solo testo, un indirizzo email e un numero di telefono iniziò ad avere un seguito già dopo poche ore:

«È stato scioccante. Abbiamo messo online la pagina alle nove e quaranta del mattino, e alle dodici e trenta ho ricevuto una telefonata dal mio amico: “Jack, hai cinque email.” Gli ho chiesto: “Cos’è un’email?”»

Da questi feedback Jack iniziò a creare un modello di business per la sua nuova idea imprenditoriale: “aiutare le aziende cinesi a trovare canali di esportazione online“.

La seconda iniziativa di Jack Ma: China Pages

Questo viaggio negli States fu per Jack non solo un momento di apertura mentale nei confronti del mondo esterno alla Cina, ma anche una nuova occasione.

Proprio qui, infatti, Jack ebbe la sua seconda idea imprenditoriale: creare un ponte tra le aziende cinesi e il resto del mondo sfruttando Internet.

Fu così che nacque China Pages, una sorta di pagine gialle online cinesi.

Tornato a Hangzhou si mise subito a lavoro per mettere in pratica questa sua nuova impresa online.

Per questa nuova avventura però, avrebbe lasciato definitivamente l’insegnamento per diventare imprenditore a tempo pieno. Fu con questo spirito che creò chinapages.com

Jack Ma China Pages
Pagina di archivio di chianapages.com (https://web.archive.org/web/19970210213628/http://www.chinapages.com/). Nota sull’immagine: nella parte inferiore della pagina, alla voce “Contact: webmaster” il link riporta ancora l’indirizzo email di Jack Ma: jackma@pub.zjpta.net.cn

Da imprenditore (fallito) a impiegato (di nuovo)

Jack era deciso: voleva fare l’imprenditore a tutti i costi.

Aveva ormai compreso che l’insegnamento era solo un ripiego e che per essere davvero felice ed entusiasta della sua carriera doveva cambiare direzione verso l’imprenditoria.

Il primo obiettivo per China Pages sarebbe stato quello di indicizzare online ed in lingua inglese, le aziende cinesi che volevano esportare i propri prodotti e servizi.

Una caratteristica peculiare di Jack era la tua profonda etica lavorativa, una caratteristica molto comune in tutte le persone di successo.

Il lavorare sodo spesso si traduce in enorme successo.

Per raggiungere questo primo obiettivo, Jack iniziò a catalogare e raccogliere tutte le informazioni relative alle aziende cinesi, si occupò di tradurle e, tramite collaborazioni esterne (visto che a Hangzhou Internet non esisteva), a pubblicarle sul sito (che ricordiamo fu creato in precedenza quanto Jack era negli States).

Nel marzo del 1995 Jack invitò ventiquattro persone (suoi ex studenti) per presentare loro sia l’idea che proporre partecipare al progetto anche come clienti.

Questa iniziativa entusiasmante (almeno per Jack) non ebbe successo.

Jack racconta: «Invitai a casa mia le persone più attive e capaci dei miei corsi. Parlai per circa due ore e loro mi ascoltarono, visibilmente confusi […] Alla fine la cosa fu messa ai voti. Ventitré di loro dissero che non poteva funzionare. Solo una persona – che oggi lavora alla Agricultural Bank of China – mi disse: se ci vuoi provare provaci, ma se non funziona torna prima possibile.»

Vista la sua perseveranza e caparbietà, Jack non si fece prendere dallo sconforto (come molti farebbero) ma decise di proseguire nella sua iniziativa e fu così che lanciò China Pages con l’amico He Yibing (insegnante di informatica nell’istituto da cui Jack si era appena licenziato per fare l’imprenditore).

Nacque la Hangzhou Haibo Network Consulting (HHNC), una delle prime imprese cinesi su internet.

Per poter far fronte alle spese di avvio, Jack chiese prestiti ai parenti e con quanto racimolato aprì il suo primo ufficio, una stanza di 12 mq totali, in un palazzo della via Wen’er di Hangzhou.

Immaginate il contesto storico e la situazione:

  • nessuno sapeva cosa fosse internet
  • nella provincia di Hangzhou era impossibile navigare su Internet
  • nessuno era a conoscenza di come funzionasse e a cosa (potenzialmente) potesse servire
  • c’era un uomo, preso probabilmente per folle, che sventolava i miracoli che questa tecnologia poteva fare

Jack era consapevole delle problematiche legate ai limiti socio-culturali legati al contesto in cui operava, perciò, invece di promuovere direttamente la sua iniziativa, iniziò a promuovere dapprima “il concetto di internet” e come potesse aiutare gli imprenditori di cinesi e, successivamente, chiese a questi di inviargli del materiale relative alle loro aziende al fine di tradurre quel materiale cartaceo nella controparte web.

Per confermare la visione lungimirante di Jack è importante sottolineare una frase importantissima che Jack stesso attribuì falsamente a Bill Gates essere creduto e cioè: «Internet trasformerà ogni aspetto della vita degli esseri umani

Non fu Bill Gates o Steve Jobs a pronunciare queste parole ma il più modesto Jack Ma, un imprenditore visionario sconosciuto che sarebbe diventato uno degli uomini più famosi (e ricchi) di Cina.

Per rimanere in tema di lungimiranza e di spirito, è fondamentale sottolineare come Jack non si sia mai arreso difronte a tutte le sconfitte e i problemi.

Nonostante anche la sua seconda iniziativa faticava a prendere piede è lo stesso Jack a dire: «Tra qualche anno non mi tratterete così: tra qualche anno saprete tutti cosa faccio. E non sarò più senza un soldo a Pechino

Questa “fede” verso se stessi è un’altra caratteristica comune di molte persone di successo e fa da guida verso i futuri orizzonti che queste persone, al momento inconsapevoli, vedranno nel loro avvenire.

Tuttavia, nonostante Jack fosse un “uomo di marketing” e sapesse perfettamente come creare visibilità, anche questa volta non riuscì a far decollare la sua impresa.

In questo caso, l’azienda rimase in piedi ma Jack ne perse il controllo. Afferma:

«All’epoca mi definivo un cieco seduto in groppa a una tigre cieca. Senza sapere niente di tecnologia o di computer, avevo fondato la mia prima azienda. E dopo anni di sofferenza l’azienda è fallita

L’esperienza di China Pages, come tutte le esperienze, impartì a Jack preziose lezioni che avrebbe poi utilizzato in Alibaba. Proprio in merito a ciò Jack dice:

«Da allora in poi sono sempre rimasto convinto di una cosa: non avrei mai conservato la quota di controllo di un’azienda, perché altrimenti avrei fatto soffrire coloro che controllavo. Avrei garantito ai livelli inferiori tutta la comprensione e il sostegno possibile. In Alibaba non ho mai detenuto la quota dominante. E ne vado fiero. Sono l’Ad dell’azienda perché la guido con saggezza, coraggio e intraprendenza, non perché possiedo i capitali

Nel novembre del 1997, Jack lasciò China Pages per prendere posto come impiegato in una sezione del Ministero del commercio estero e della cooperazione economica. Inutile dire che quello non era il posto per Jack. Nonostante questa seconda sconfitta, Jack non mollò mai il sogno di diventare imprenditore e non vedeva l’ora di iniziare una nuova impresa.

Da impiegato a imprenditore (illuminato): la nascita di Alibaba

«Alibaba potrebbe benissimo chiamarsi «Mille e un errore». Ma tre fattori hanno garantito la nostra sopravvivenza: non avevamo soldi, non avevamo tecnologia, non avevamo un piano.» JACK MA

La regola del 3 ha funzionato anche per Jack Ma. Al terzo tentativo e dopo le svariate vicende che lo vedevano coinvolto nei fallimenti di Hope Translation e China Pages, finalmente Jack, nel 1999, fondò quello che è oggi il più grande Ecommerce cinese B2B (business to business – cioè commercio interaziendale) del mondo: Alibaba.


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Lo sapevi che…

Jack Ma ha chiamato la sua azienda Alibaba perché era attratto dall’idea dell’«Apriti Sesamo» visto che il suo obiettivo era raggiungere le piccole e medie imprese.

Inoltre cercava un nome “internazionale”, che fosse quindi comprensibile a chiunque e facile da pronunciare. la ciliegina sulla torta era anche il fatto che cominciasse per A, la “prima” lettera dell’alfabeto, ad indicare che “Alibaba è sempre al primo posto”.

Dice: «Stavo pranzando al ristorante, e quando una cameriera è venuta al mio tavolo le ho chiesto: “Se ti dico Ali Babà, mi sai dire cosa significa?” Ha risposto di sì. “Cos’è, allora?” le ho domandato.

E lei: “Apriti Sesamo.”

Sono uscito dal ristorante e ho fatto la stessa domanda a una ventina di persone. Tutte conoscevano Alì Babà, i quaranta ladroni e “Apriti Sesamo.” Ho capito che era il nome giusto.»


Nota: la storia del dominio alibaba.com

Quando Jack decise che l’azienda si dovesse chiamare Alibaba verificò subito la disponibilità del nome di domino su internet.

Paradossalmente era già registrato da un canadese che chiedeva 4.000 dollari per cederlo.

Jack decise di optare per altri nomi di dominio ed in particolare alibabaonline.com e alibaba-online.com. Tuttavia, ciò che premeva a Jack era ottenere il dominio Alibaba.com.

Nonostante fosse per Jack un investimento importante – dovette chiedere i soldi in giro – decise di acquistarlo per tenere fede al nome dell’azienda.

Pagina principale di Alibaba.com (Jack Ma) negli anni 2000
Pagina principale di Alibaba.com (Jack Ma) negli anni 2000

Per competere con i giganti della Silicon Valley ci vuole un leader

Jack sapeva che per competere con i giganti della Silicon Valley e, cosa più importante, attrarre investitori per la sua Alibaba, il tutto doveva essere improntato su una forte etica del lavoro: bisognava lavorare di più, più duramente e meglio degli altri.

Ciò detto, era consapevole, quindi, che dovesse trasmettere questa etica anche alle persone che lavoravano con lui se voleva avere la meglio. Esortava il suo team dicendo:

«[Dobbiamo] lavorare instancabilmente, come si fa nella Silicon Valley. […] Se andiamo al lavoro alle otto del mattino e stacchiamo alle cinque del pomeriggio, la nostra non è un’azienda di tecnologia e non avrà mai successo.»

Per alimentare ulteriormente la motivazione delle persone che lavoravano con lui soleva dire anche che «Gli americani sono bravi nell’hardware e nei sistemi, ma nel software e nella gestione delle informazioni i cervelli cinesi non hanno niente da invidiare a quelli americani. […] Sono convinto che uno di noi possa valere come dieci di loro.»

Non male per un insegnante. Ma trasmettere l’etica del lavoro e motivare il team non bastava.

Bisognava unire il team anche emozionalmente per trarre il massimo da ognuno di loro e questo Jack lo sapeva già vent’anni fa.

Oggi, specie in Italia, sono molte (troppe) le aziende che basano tutti i loro processi sul profitto e sui clienti dimenticandosi che tutto, invece, dovrebbe in primis ruotare sul team, sulle persone che compongono l’azienda e questo perché senza quelle persone l’azienda non può tenere fede alla sua missione.

Jack nella sua visione lungimirante lo aveva già capito.

Jack Ma riunione nel suo appartamento
Jack Ma in una riunione nel suo appartamento di Hangzhou, anno 2000. Nota: Jack, essendo un amante delle arti marziali amava gesticolare con un maestro di Kung Fu.

«Internet ha raggiunto il picco massimo? È troppo tardi per lanciarci all’inseguimento? […] Non preoccupatevi. Non penso che il sogno di Internet andrà in fumo. Dovremo faticare moltissimo nei prossimi tre-cinque anni. Solo così potremo avere successo in futuro

Fissò l’obiettivo di un’IPO entro tre anni.

«Quando saremo un’azienda quotata, ciascuno di noi guadagnerà […] non questo appartamento, ma cinquanta appartamenti come questo. Stiamo per sferrare il nostro attacco. Lo spirito di squadra è molto, molto importante. Anche se venissimo sconfitti ci resterebbe comunque il team. Avremmo l’un l’altro e ci sosterremmo a vicenda. Di cosa potete mai aver paura?»

Jack e la moglie Cathy erano gli azionisti principali ma Alibaba fu fondata da un totale di diciotto persone, sei delle quali donne.

È utile notare come nessuna di queste diciotto persone proveniva da ambienti privilegiati, università prestigiose e grandi aziende.

Era un team di “gente comune” spronata a dare (e ad ottenere) il massimo da un leader capace e anticonvenzionale.

Non potevano immaginare che di lì a poco queste persone comuni avrebbero avuto un successo incredibile.

In Modelli di Successo abbiamo un detto: “Le persone di successo sono ovunque” e anche se prevalentemente analizziamo i comportamenti e le strategie di chi già ha avuto successo, poniamo anche il focus su quelle persone che non sono ancora ricche e famose ma che hanno raggiunto risultati di eccellenza nei più svariati campi.

Un uomo + un problema da risolvere + una soluzione + una visione = Jack Ma

Nel maggio del 1999 Jack conobbe Joseph Tsai, un investitore di Taiwan che sarebbe diventato il braccio destro di Jack.

Per evidenziare quanto sia importante avere una visione e credere in quella visione al fine di trasformarla in realtà ecco le parole di Joe relative a l’incontro con Jack Ma:

«Ricordo ancora la prima volta che ho visto l’appartamento. Mi ha ricordato la casa di mia nonna a Taipei. Quando entravi nel palazzo c’era una scala vecchia e stretta. Davanti alla porta dell’appartamento c’erano dieci paia di scarpe. Quel posto puzzava. Ero in giacca e cravatta. Era maggio, l’aria era opprimente

Joe ricorda come Jack gli spiegò la sua visione e il suo progetto: “aiutare milioni di fabbriche cinesi a trovare clienti all’estero

Joseph Tsai Co-fondatore di Alibaba
Joseph Tsai Co-fondatore di Alibaba

La regola aurea per avere successo nel business è risolvere un problema. Quando la tua azienda risolve un problema offrendo una soluzione a quel problema, il successo arriva.

La genialità (o meglio il fiuto) di Jack sta nell’aver individuato quel problema ed essersi dato da fare per mettere in piedi un sistema (Alibaba) che risolvesse quel problema.

Nel caso specifico di Alibaba, quindi abbiamo:

  • problema da risolvere: gli imprenditori cinesi non avevano capacità e mezzi per promuovere le proprie imprese e i propri prodotti. Dovevano necessariamente affidarsi a degli intermediari statali (imprese commerciali statali).
  • soluzione di Jack: eliminare l’intermediario statale e creare un sistema (inteso come una serie di processi be definiti e ottimizzati) che consentisse agli imprenditori cinesi di promuovere i propri prodotti anche (e soprattutto) al di fuori dei confini cinesi.

Ecco quindi che possiamo apprendere una formula incrementale per avere successo nel business:

  1. problema da risolvere + soluzione = idea di business
  2. uomo + visione = motivazione
  3. motivazione + idea di business = sistema (fornitore della soluzione)
  4. idea di business + motivazione + sistema = successo

Tradotto in parole semplice vuol dire che:

  • se abbiamo individuato un problema (di qualunque entità) del nostro target di riferimento (nel caso di Jack erano le imprese cinesi che volevano esportare prodotto all’estero ma può essere qualunque cosa)…
  • e individuiamo creativamente una soluzione
  • e siamo motivati a mettere in piedi quella soluzione…
  • …creando un sistema (per sistema si intende una serie di processi – anche automatizzati – atti a risolvere quel problema, quindi un’impresa)

…allora avremo successo.

Joe continua dicendo: «Sono tornato da Jack una seconda volta perché avevo visto qualcosa in lui. Non solo la sua grande idea, la scintilla che aveva negli occhi. Ma anche una squadra di seguaci fedeli che credevano nella sua visione. Mi sono detto: se devo unirmi a un gruppo di persone, voglio unirmi a quello. C’è un leader indiscusso, la colla che tiene insieme il tutto. Provavo una spiccata affinità per Jack. Insomma, chi non la proverebbe?»

I modelli di leadership di Jack Ma sono sicuramente differenti da molto altri imprenditori visionari come ad esempio Steve Jobs.

Jack riusciva ad amalgamare abilmente l’etica del lavoro come gli aspetti emozionali delle singole persone che componevano il team creando un qualcosa di unico, tanto da che la definizione di amicizia per Jack si espandeva anche ai colleghi di lavoro.

Insomma, Jack considerava il team una famiglia di cui prendersi cura perché era consapevole che quella “famiglia” si sarebbe poi presa la responsabilità di prendersi cura della sua azienda.

A riprova di quanto detto finora, con il diffondersi di Internet Alibaba divenne una sorta di Amazon cinese tanto che il 17 aprile del 1999 l’Economist pubblico un articolo sui nuovi business cinesi dichiarando: «L’America ha Jeff Bezos, la Cina ha [Jack] Ma Yun.»

Le persone di successo leggono ogni giorno (approfondimenti)

Una premessa sui Modelli di Successo

L’obiettivo di tutto il progetto sui Modelli di Successo è quello di estrapolare dei pattern (siano essi comportamentali, di business o di leadership) al fine di farci comprendere come le personalità di successo analizzate si comportano e agiscono nei vari ambiti.

Perché?

Perché conoscendo questi pattern, possiamo anche noi nel nostro piccolo grande mondo, iniziare ad usare questi modelli con lo scopo di ottenere nuovi e migliori risultati.

Come è possibile tutto ciò?

Modelli di Successo basa la sua ricerca sul principio meccanicistico della realtà dove ad ogni effetto (in questo contesto il risultato raggiunto) corrisponde una causa (il modello o pattern).

Se l’effetto consente di raggiungere un certo tipo di risultato (in genere estremamente positivo), la causa viene identificata appunto come un Modello di Successo.

I Modelli di Successo possono essere estrapolati da vari contesti e situazioni e per lo più il progetto studia quelli in ambito prettamente comportamentale oppure in contesti di business e di leadership.

Anche per questi ultimi due si tratta di modelli comportamentali attribuiti alle personalità analizzate ma cambia il focus (di business o leadership appunto).

Quindi, quando parliamo soprattutto di modelli di business, non parliamo necessariamente o esclusivamente di una strategia atta a basare la costruzione di un’impresa, non sempre quantomeno, ma spesso di un comportamento della personalità analizzata che ha, di fatto, migliorato l’impresa stessa.

I Modelli di Successo, quindi, sono set di regole (cose da fare, cose da ricordare, azioni, comportamenti, modi di pensare) estrapolate dalle personalità analizzate e che hanno prodotto sulle stesse dei risultati vincenti.

Questi modelli quindi, se assimilati, adottati, seguiti e fatti propri, ci consentono di ottenere nuovi e migliori risultati.

Questa premessa era doverosa soprattutto per chi ha iniziato da poco a seguire il progetto di ricerca sui Modelli di Successo.

I modelli comportamentali di Jack Ma

I modelli comportamentali individuati sull’analisi di Jack Ma si dividono in categorie. Vediamo i vari pattern comportamentali uno per uno con le relative spiegazioni e riferimenti a Jack Ma.

  • Modello comportamentale #1: Studio e pratica quotidiana, con i mezzi che avete a disposizione, di materiale connesso all’obiettivo da raggiungere.

Jack Ma ha sempre dimostrato un particolare approccio alla conoscenza.

Nel caso dell’inglese (questo fu il suo primissimo obiettivo) la pratica con la lingua era il suo compito quotidiano e non solo in forma teorica visto che per anni si svegliava all’alba per andare a parlare con i turisti della sua città natale.

  • Modello comportamentale #2: Lavorare anche gratis se necessario per apprendere ciò che è connesso ai vostri obiettivi più importanti.
  • Modello comportamentale #3: Fare un lavoro significativo e non solamente o necessariamente legato alla retribuzione.
  • Modello comportamentale #4: Far sì che il lavoro non sia soltanto una concessione del vostro prezioso tempo ma sia una stimolante sfida che contribuisca e conduca al vostro miglioramento personale.

Di fatto, visto che accompagnava i turisti in tour della città da lui offerti gratuitamente, Jack lavorava gratis per apprendere.

Questo modello comportamentale è stato promosso anche da Robert Kiyosaki (famoso scrittore ed imprenditore e promotore dell’alfabetizzazione finanziaria), il quale afferma che, specie quando si è giovani, bisogna lavorare per apprendere (che sia un mestiere o qualcosa legato ai nostri obiettivi), anche gratis se necessario.

È dello stesso avviso anche Ray Dalio che afferma: «Il lavoro non dev’essere necessariamente un impiego retribuito […]. Può essere qualsiasi sfida a lungo termine che conduca al miglioramento personale.»

Un lavoro che per voi può avere un significato profondo (oltre la semplice retribuzione) e che magari sia connesso ai vostri obiettivi più importanti è il modo che avete per migliorare ed evolvervi.

  • Modello comportamentale #5: Individuare i princìpi cardine del settore per accorciare le distanze tra dove si è e dove si vuole essere.

Sempre in merito alla lingua Jack afferma: «Riesco a farmi capire, anche se la mia grammatica è terribile. L’inglese mi aiuta moltissimo. Mi permette di capire meglio il mondo, mi aiuta a incontrare gli imprenditori e i leader migliori, mi fa comprendere la distanza tra la Cina e gli altri Paesi.»

Qui Jack fa della lingua un mezzo per accorciare le distanze per non rimanere indietro o escluso ed essere quindi più competitivo.

Usa l’apprendimento continuo al fine di eliminare i divari e i limiti per conoscere nuovi mondi e culture oltre che informazioni rilevanti.

Lo stesso si può e si deve fare con gli obiettivi che si vogliono raggiungere: bisogna accorciare le distanze tra dove siete e dove volete essere e lo potete fare solo ampliando le vostre conoscenze e competenze, siano esse personali o professionali.

  • Modello comportamentale #6: Leggere ogni giorno crea un vantaggio competitivo enorme rispetto a chi non legge, specie se si leggono i libri giusti o i siti come Modelli di Successo.

Jack Ma è un lettore accanito al pari di Warren Buffet e Bill Gates. Anche questo modello comportamentale è comune a molte personalità di successo.

È stato dimostrato che leggere cambia la struttura del nostro cervello. Leggere ci consente di ottenere nuovi e migliori risultati, specie se si leggono i libri giusti.

  • Modello comportamentale #7: Nella visione di Jack, la scuola è dove insegnano la conoscenza, ma anche (e forse soprattutto) l’esperienza diretta e il duro lavoro possono insegnare la saggezza necessaria per guidare imprese multimilionarie. Va bene studiare ma passate il prima possibile all’azione. Imprenditori come Richard Branson, Bill Gates e lo stesso Steve Jobs non hanno terminato gli studi per passare subito all’azione fondando imprese di successo.

Jack Ma afferma: «Non ho studiato a Harvard […] Ma ci sono andato a insegnare».

Nella sua visione Jack da molta più importanza al lavoro duro e all’esperienza diretta (nella gestione d’impresa) rispetto ad un approccio formale come quello scolastico. Infatti, continua dicendo:

«Non è necessario conseguire un master in gestione d’impresa. La maggior parte dei diplomati ai master non è utile. […] A meno che non dimentichino ciò che hanno imparato a scuola: allora sì che si rendono utili. Perché le scuole insegnano la conoscenza, mentre un’azienda in crescita richiede saggezza. La saggezza si acquisisce con l’esperienza. La conoscenza si può acquisire lavorando sodo

  • Modello comportamentale #8: Non lasciarsi bloccare dall’inesperienza o dalla non conoscenza di determinati settori o materie. Semplicemente occuparsi della propria visione.

Jack non era un esperto in e-commerce o internet. Ha avuto un’intuizione e ci ha lavorato sopra senza nessun tipo di esperienza specifica.

Si è soltanto occupato della sua visione. Afferma: «Non mi intendevo neppure di retail, di e-commerce o di Internet, ma questo non mi ha impedito di occuparmene.»

  • Modello comportamentale #9: Trovare la propria visione e lavorare per realizzarla a tutti i costi.

Jack, in merito ad Alibaba, affermava: «Non vogliamo essere il numero uno in Cina. Vogliamo essere il numero uno al mondo

Non sono tanto le parole pronunciate da Jack Ma quanto ciò che queste parole nascondono e cosa comportano: una profonda ambizione alimentata da una grande visione ed un duro lavoro.

  • Modello comportamentale #10: Credere nella propria visione a dispetto di tutto e tutti

Jack ha detto: «I miei genitori mi credevano pazzo, perché per mettermi in proprio avevo rifiutato offerte di lavoro molto generose e la possibilità di ottenere la residenza permanente in America».

Se decidete di credere e lavorare per la vostra visione dovete essere consapevoli non solo che dovrete lavorare sodo per realizzarla ma che troverete persone intorno a voi che vi ostacoleranno più o meno consapevolmente.

Ci saranno persone che non capiranno ciò che state facendo, persone che cercheranno di farvi cambiare idea (anche benevolmente), persone che cercheranno di buttarvi giù (anche per invidia).

Insomma, dovete essere preparati a queste influenze ed andare avanti per la vostra strada perché successo significa anche questo: “provare a fare della propria vita ciò che si desidera ardentemente”.

Se poi vi circondate delle persone giuste è ancora meglio.

  • Modello comportamentale #11: Innovare pensando “sostenibile”

In questo senso, Jack ha più e più volte criticato il vecchio modello industriale che ha portato la Cina a diventare il Paese più inquinato del mondo. Al momento risulta essere il Paese con il più alto tasso di inquinamento (20,09% – fonte: Focus). Afferma: «Non importa quanto tu sia ricco o potente, se non puoi goderti una giornata di sole non puoi essere davvero felice

  • Modello comportamentale #12: Ricordare che le opportunità sono ovunque: risolvete un problema della gente e avrete successo.

Jack diceva: «Durante il giorno dovevo insegnare e non avevo tempo di aiutare gli altri a tradurre. Ma molti ex insegnanti stavano a casa senza niente da fare e percepivano una pensione bassa; così ho pensato di fondare un’agenzia di traduzioni, per propormi come intermediario

  • Modello comportamentale #13: Formula: grande missione = più persone da aiutare = più denaro

La missione di Jack Ma era molto definita: “aiutare milioni di fabbriche cinesi a trovare clienti all’estero“.

L’entità del successo è scalabile e si basa sempre sull’aiutare le persone a risolvere un problema: se aiutate poche persone otterrete poco successo, se aiutate molte persone, otterrete molto successo.

Se ci fate caso, i grandi imprenditori hanno sempre avuto grandi missioni.

Ad esempio, Bill Gates: “Un personal computer su ogni scrivania, e ogni computer con un software Microsoft installato” oppure Robert Kiyosaki “elevare il benessere finanziario dell’umanità“.

Jack non ha fatto altro che individuare un problema di portata enorme ed essersi dato da fare per mettere in piedi un business (Alibaba) che risolvesse quel problema.

In questo contesto Jack fu anche impressionato dalle parole di Deng Xiaoping: «Potete diventare ricchi; potete aiutare altre persone a diventare ricche.»

  • Modello comportamentale #14: Per sviluppare la perseveranza bisogna fallire

Jack si è sempre dimostrato perseverante e nel corso degli anni ha avuto modo di sviluppare questa potentissima abitudine.

Famosi in rete sono i suoi discorsi sull’enormità di rifiuti ricevuti in gioventù. Ma anche dopo, quando era il momento di fare impresa, tanti sono stati gli episodi di totale sconforto, come lui stesso racconta:

«Invitai a casa mia le persone più attive e capaci dei miei corsi. Parlai per circa due ore e loro mi ascoltarono, visibilmente confusi […] Alla fine la cosa fu messa ai voti. Ventitré di loro dissero che non poteva funzionare. Solo una persona – che oggi lavora alla Agricultural Bank of China – mi disse: se ci vuoi provare provaci, ma se non funziona torna prima possibile».

Perseveranza, caparbietà, sono tutti ingredienti necessari.

  • Modello comportamentale #15: Perseveranza come un mantra personale

In Modelli di Successo abbiamo sviluppato un corso sulla perseveranza.

Come credete che Jack sia diventato uno degli uomini più ricchi della Cina? Essendo estremamente perseverante.

Ci tendiamo a sottolinearlo: la ricchezza non è che un effetto della realizzazione della visione di Jack.

Infatti, lui non è stato perseverante nel voler diventare ricco ma nel realizzare la sua visione.

Sviluppare la perseveranza, quindi, è il fattore che determinerà il vostro successo o fallimento in tutti gli obiettivi che volete raggiungere.

A riprova di quanto detto, Jack diceva: «Chi riesce a stare in piedi e a sopravvivere alla fine vince.»

  • Modello comportamentale #16: Provare ancora, ancora e ancora. Il successo arriva sempre dopo l’ultimo tentativo.

Hope Translation primo fallimento, China Pages secondo fallimento e finalmente Alibaba.

Se Jack avesse rinunciato al suo sogno di diventare imprenditore al primo tentativo, il mondo non avrebbe potuto conoscerlo.

La storia insegna che i tentativi fanno parte del gioco e dovete esserne consapevoli. Se le persone di successo avessero mollato al primo o al centesimo o al novemilanovencentonovantanovesimo tentativo (vedi Thomas Edison) il mondo non avrebbe avuto l’evoluzione o il progresso attuale.

Chi sarà tra di voi il prossimo Elon Musk, il prossimo Jobs, il prossimo Jack Ma? I vostri tentativi e il non mollare ce lo diranno.

  • Modello comportamentale #17: Lavorare sodo

Non si può pretendere di avere successo stando fermi. Se gli altri lavorano 10, voi dovreste lavorare 100.

Tutti le persone di successo analizzate nel progetto Modelli di Successo, la pensano così: il duro lavoro è ciò che collega voi con i vostri obiettivi più grandi.

Donald Trump, Musk, Branson, Jack Ma e tanti tanti altri hanno fatto del duro lavoro il segreto del loro successo.

Voi sapete cosa dovete fare e soprattutto sapete che dovete farlo anche quando non vi va. È proprio lì che il lavoro diventa duro.

Lavorate più degli altri e più duramente. Create un vantaggio competitivo, studiate di più, lavorate più ore e migliorate il vostro lavoro affinché sia sempre un lavoro di qualità.

  • Modello comportamentale #18: La fiducia incrollabile in una vita migliore a dispetto di tutte le condizioni attuali

Significa credere che ci sia una sola realtà possibile: quella in cui ottenete ciò che desiderate.

Questo è un aspetto davvero comune in molte personalità di Modelli di Successo (come ad esempio Schwarzenegger).

Queste persone hanno una modalità mentale in grado di impressionare il proprio cervello e calibrarlo in modo da lavorare per ottenere ciò che vogliono.

Nel caso di Jack, nato in una famiglia povera, il viaggio in America lo impressionò a tal punto che decise in quell’istante di voler essere ricco.

Nel vedere le meraviglie immobiliari dei ricchi Jack, indicandone alcune, esclamava: «Comprerò quella, quella e quella» e qualche anno e un paio di fallimenti dopo continuava fiducioso a ripetere: «Tra qualche anno non mi tratterete così: tra qualche anno saprete tutti cosa faccio. E non sarò più senza un soldo a Pechino

È utile riaffermare che quegli scenari lo avevano impressionato a tal punto da creare una sorta di modificazione a livello neuronale che gli ha consentito di diventare il ricco magnate cinese che sognava di essere.

  • Modello comportamentale #19: La chiarezza di intenti è il seme da cui nasce il successo.

Scegliete chi volete diventare. Scegliete cosa significa la parola successo per voi.

Tony Robbins afferma che è nel momento della decisione che forgiamo il nostro destino ed è così anche per Jack Ma.

Jack si era reso conto che non era un tipo da lavoro 9-17. Voleva fare l’imprenditore, si sentiva tagliato per quello ed era quello che desiderava fare più di ogni altra cosa.

Nonostante i fallimenti, i problemi riscontrati, gli ostacoli e le batoste, la sua decisione di diventare imprenditore è rimasta nel tempo e si è cristallizzata nella sua mente.

Non potevano esserci realtà alternative in cui lui non era un imprenditore. La chiara visione lo ha aiutato ad essere perseverante, resiliente e, come ultimo step, ad avere successo.

  • Modello comportamentale #20: Non lasciarsi fermare dal credere di “non poterlo fare”

Non lasciatevi fermare dalla paura che comporta provare a realizzare la vostra visione. Ci saranno mille cose da imparare, mille sbagli e mille problemi da risolvere. Questo fa parte del gioco ed è il prezzo da pagare se volete realizzare la vostra visione.

Jack diceva: «Ero molto ingenuo e totalmente impreparato al business in generale e, in particolare, alla difficile impresa di creare da zero una startup

Questo, tuttavia, non l’ha fermato dal tentare e dal riuscire nell’impresa. Spesso le persone che hanno successo nella vita, come Jack, sono quelle che non si sono fermate, non si sono arrese ed hanno continuato a lavorare nonostante le cose da imparare, gli sbagli da affrontare e i problemi da risolvere.

Ogni cosa che iniziate, portatela a termine.

  • Modello comportamentale #21: Lavorare con i mezzi che si hanno a disposizione, anche se sono molto molto limitati.

Jack lavorava in un piccolo e malandato appartamento con dieci persone all’interno. Iniziate con quello che avete.

Ricordate: non dovete avere mezzi eccezionali per iniziare e non deve essere tutto perfetto. Deve essere solo fatto. Quindi non perfezione ma azione.

  • Modello comportamentale #22: Prepararsi bene ed il più possibile senza però farsi bloccare dalla “parali da analisi”

Per superare il gaokao Jack focalizzò tutto il suo tempo liberò nello studio di tutte le formule e le equazioni oggetto dell’esame.

Tradotto: si era preparato per superarlo. Questa “preparazione disciplinata” vale per qualunque contesto e per qualsiasi obiettivo.

Qualunque cosa abbiate in mente di realizzare, preparatevi e al contempo iniziate ad agire senza aspettare la perfezione.

Se non lo fate correte il rischio di paralizzarvi, se lo fate, magari sbaglierete ma farete comunque esperienza, come ha fatto Jack per le sue imprese.

  • Modello comportamentale #23: Conoscere nuove culture per aprire la mente

Se avete l’opportunità di viaggiare fatelo. Conoscere nuove culture apre la mente in maniera incredibile e vi consente dei termini di paragoni interessanti utili alla vostra crescita personale e professionale.

Jack diceva: «In Cina mi avevano insegnato che il nostro era il Paese più ricco del mondo», raccontò in seguito. «Quando sono arrivato in Australia mi sono accorto che le cose non stavano affatto così. Ho iniziato a pensare che fosse necessario usare la propria testa per ragionare e per giudicare

  • Modello comportamentale #24: Prima di lasciare il vostro posto di lavoro, vagliate correttamente le reali possibilità

Jack voleva fare l’imprenditore. Era il suo sogno ma Jack era saggio. Tuttavia, non lasciò baracca e burattini per avventurarsi in un territorio sconosciuto.

Lavorava il doppio e più duramente degli altri ma riusciva a mantenere un posto sicuro (quello di insegnante) e allo stesso tempo pianificava la realizzazione di ciò che era importante per lui.

  • Modello comportamentale #25: Sviluppare la capacità di fare networking creando relazioni sane e durature

Nella vita le relazioni sono tutto. Ci consentono di raggiungere più facilmente i nostri obiettivi, di circondarci di persone straordinarie, persino di avere relazioni intime migliori.

Sviluppare la capacità di creare relazioni (o meglio reti) è una delle qualità che hanno molte persone di successo, specialmente in ambito business.

In Jack, questa qualità era innata ma ciò non significa che non può essere appresa o migliorata. Come migliorare? Semplicemente iniziate ad avere a che fare con la gente, parlate con gli sconosciuti, fate nuove amicizie, uscite e frequentate posti con persone che hanno i vostri stessi interessi.

Instaurate relazioni sempre nuove e in poco tempo sarete dei provetti networkers.

  • Modello comportamentale #26: Comunicare in maniera efficace

L’arte del saper parlare ha reso famoso Jack. Dai discorsi motivazionali al suo umorismo carismatico, Jack è un asso della comunicazione.

Questa capacità di comunicare consente di instaurare un legame potente con la vostra audience e instaurare tale legame vi consente di conoscere il mercato in cui operate, apprendere numerose lezioni e migliorare le vostre relazioni.

  • Modello comportamentale #27: Non pensate a diventare ricchi. Pensate a risolvere i problemi del prossimo e la ricchezza arriverà

Tutti siamo affascinati dalla ricchezza. Ogni giorno siamo bombardati da immagini di persone con macchine di lusso, oggetti costosi e case da sogno.

Come pensate che queste cose impattino sulla vita delle nuove generazioni? Tutti i veri imprenditori miliardari illuminati sono coloro che hanno risolto un problema per la gente.

Spostando il vostro focus dal semplice “fare soldi” al “risolvere un problema” riuscirete a intuire nuovi modi per risolvere vecchie problematiche e riuscirete così ad avere la possibilità di diventare ricchi, qualunque cosa significhi questa parola per voi.

I modelli leadership di Jack Ma

Le categorie dei modelli di leadership individuati sull’analisi di Jack Ma si dividono in:

  • Motivazione e abilità persuasive
  • Lavoro di squadra
  • Cultura aziendale
  • Etica del lavoro

Vediamo i vari pattern di leadership uno per uno con le relative spiegazioni e riferimenti a Jack Ma.

  • Modello di Leadership #1: Motivare il team e incoraggiarlo a superare gli ostacoli più grandi per ottenere ricompense ancora più grandi

La capacità di Jack Ma di motivare le persone che lavoravano con lui era una delle sue qualità più apprezzate nonché uno degli ingredienti del suo successo.

Con i suoi dipendenti, che alcuni definivano addirittura discepoli (per la forte unione che li legava a Jack e ad Alibaba), Jack era sempre onesto e diretto ma soprattutto estremamente esigente.

Sapeva motivare le persone dicendo cose come: «Gli americani sono bravi nell’hardware e nei sistemi, ma nel software e nella gestione delle informazioni i cervelli cinesi non hanno niente da invidiare a quelli americani. […] Sono convinto che uno di noi possa valere come dieci di loro.»

Anche nell’illustrare le problematiche legate al duro lavoro o agli obiettivi da raggiungere Jack era molto più che diretto.

Nei suoi discorsi ai suoi dipendenti la cosa che ripeteva più spesso era: «Oggi è un giorno terribile, domani sarà peggio, ma dopodomani sarà bellissimo. Ma la maggior parte della gente morirà domani sera e non vedrà l’alba di dopodomani. Gli Aliren devono vedere l’alba di dopodomani.»

La motivazione di Jack non si limitava all’elogiare i suoi dipendenti o a prepararli al peggio. Anche le ricompense economiche avevano chiaramente un ruolo importante e anche qui Jack sapeva come spronare i suoi, ma lo faceva con un senso di missione e di visione unici:

«Quando saremo un’azienda quotata, ciascuno di noi guadagnerà […] non questo appartamento, ma cinquanta appartamenti come questo. Stiamo per sferrare il nostro attacco. Lo spirito di squadra è molto, molto importante. Anche se venissimo sconfitti ci resterebbe comunque il team. Avremmo l’un l’altro e ci sosterremmo a vicenda. Di cosa potete mai aver paura?»

  • Modello di Leadership #2: Creare una squadra imbattibile

Jack ha basato Alibaba sul lavoro di squadra. L’unico modo per vincere era quello di creare una squadra forte che potesse far fronte alle innumerevoli sfide che il progetto richiedeva.

Questo Jack lo sapeva e, a differenza di molti altre mega-aziende, Jack aveva intuito l’importanza fondamentale dei propri dipendenti.

Jack è stato uno dei pochi fondatori di una internet company che ha concesso molta più partecipazione azionaria si suoi dipendenti.

Le sue modalità di assunzione erano differenti: prediligeva persone che fossero appena al di sotto dei migliori, gente che ci sapesse fare nel mondo reale e non quelli facenti parte di élite universitarie che non sarebbero riusciti a sopravvivere alle difficoltà e al lavoro che Alibaba richiedeva.

Specie all’inizio, lavorare per Alibaba richiedeva grande fatica e determinazione: stipendio basso, orari di lavoro impossibili e nessun giorno di riposo.

La co-fondatrice di Alibaba Lucy Peng (ex direttrice delle risorse umane), proprio in merito al processo di assunzione e cultura aziendale diceva:

«I dipendenti di Alibaba non hanno bisogno di esperienza. Hanno bisogno di essere in buona salute, di avere un cuore grande e una testa che funziona».

Lucy Peng Co-fondatrice di Alibaba
Lucy Peng Co-fondatrice di Alibaba
  • Modello di Leadership #3: Unire a livello emozionale la squadra

È utile notare come le doti di leadership di Jack hanno avuto un impatto profondo sulle vite dei suoi dipendenti e soprattutto degli ex dipendenti. Infatti: «Gli ex dipendenti di Alibaba si tengono in stretto contatto, come se ci fosse un legame profondo che ci unisce».

Ciò sta a significare che le strategie di leadership di Jack non si fermano al mero comando, tipicamente manageriale. Jack tiene alla sua squadra sia come entità che come singoli individui e riversa questo amore creando una rete invisibile che lega le persone emozionalmente al progetto.

Le persone che hanno lavorato per Jack e Alibaba sentono di aver fatto parte di qualcosa di grande e speciale, come una grande famiglia.

Questa è una delle magie di Jack. Questa straordinaria abilità ha un impatto su ogni singolo dipendente soprattutto sul lavoro: non lavorano per il mero stipendio, ma lavorano per qualcosa che li fa sentire speciali.

  • Modello di Leadership #4: Considerare la squadra una famiglia

Jack considerava i suoi dipendenti come la sua famiglia. Prendersi cura della sua azienda significava in primis prendersi cura della sua famiglia.

In netta controtendenza con l’approccio classico aziendale, dove le persone si chiamano “risorse” e si è principalmente come dei numeri che devono generare un profitto dell’azienda, in Alibaba con Jack, tutto era diverso.

La profonda devozione per la cultura aziendale, il prendersi cura l’un dell’altro e restare uniti ha fatto entrare Jack (e Alibaba) nella storia.

  • Modello di Leadership #5: Trasmettere l’etica del lavoro al team

Jack aveva come concorrenti le mega-multinazionali della Silicon Valley ed era consapevole che per batterli e attrarre gli investitori giusti, tutta la strategia doveva essere improntata su una fortissima etica del lavoro che si traducesse in lavorare di più, più duramente e meglio degli altri.

Il problema era trasmettere questa etica anche al team che portava avanti l’azienda. Spronava il team non solo col suo esempio ma anche dicendo: «lavorare instancabilmente, come si fa nella Silicon Valley. […] Se andiamo al lavoro alle otto del mattino e stacchiamo alle cinque del pomeriggio, la nostra non è un’azienda di tecnologia e non avrà mai successo.»

I modelli di business di Alibaba

Analizziamo ora le categorie dei modelli di business individuati sull’analisi di come Jack gestiva Alibaba. Questi modelli possono essere utili a tutte le tipologie di imprese, imprenditori e startupper. Infatti, anche se si applicano ad una grande azienda come Alibaba, essendo schemi riutilizzabili possono essere applicati e adattati a tutti i contesti. Questi modelli si dividono in:

  • Il cliente prima di tutto
  • Valori e princìpi
  • Dipendenti e lavoro di squadra
  • Strategie gestionali

Vediamo i vari pattern di business uno per uno con le relative spiegazioni e riferimenti a Jack Ma.

  • Modello di Business #1: Focus sui clienti, specie quelli piccoli

Jack focalizzava il lavoro principalmente sui clienti e soprattutto sui clienti piccoli, tanto che un giornalista lo definì «un apostolo delle piccole imprese».

Il focus sul cliente consentiva a Jack di adempiere alla sua missione spirituale: impegnarsi per il bene comune.

A differenza di altre aziende cinesi dello stesso tipo, in Alibaba la maggior parte dei dipendenti fanno parte dell’area vendite e questo perché Jack predilige un approccio al cliente piuttosto che su aspetti più tecnici.

  • Modello di Business #2: Intuire i bisogni e offrire soluzioni

Le imprese di allora non sono molto diverse da quelle di oggi. Cambiano le tecnologie ma l’essenza del fare impresa è sempre la stessa: bisogna risolvere un problema dei nostri potenziali clienti.

Jack intuì di cosa avevano bisogno le piccole imprese: «Quasi tutte le piccole e medie imprese hanno una natura molto dinamica. Oggi vendono magliette, domani potrebbero vendere prodotti chimici.» e si è adattato di conseguenza

  • Modello di Business #3: Basare l’azienda sui princìpi.

Jack ha improntato Alibaba su sei princìpi cardine:

    • Il cliente prima di tutto
    • Lavoro di squadra
    • Accogliere il cambiamento
    • Integrità
    • Passione
    • Impegno

 

  • Modello di Business #4: La giusta scala di valori

Jack ha adottato questa filosofia per Alibaba: «I clienti al primo posto, i dipendenti al secondo, gli azionisti al terzo.»

Ogni categoria ha le sue regole ma la scala di valori è definita secondo l’ordine “clienti→dipendenti→azionisti”

  • Modello di Business #5: Gli azionisti alla fine

Jack sapeva che avrebbe avuto pressioni dagli azionisti il cui unico scopo era (ed è) generare profitti sul breve periodo. Ha sempre messo in secondo piano questa parte dell’impresa perché era l’unica che poteva frenare le sue (grandi) ambizioni.

Oggi si parla, probabilmente anche grazie a Jack, di un nuovo capitalismo orientato più alle persone che agli investitori, come è giusto che sia.

  • Modello di Business #6: Team building (unione e lavoro di squadra)

Giochi di gruppo, uscite collettive, canzoni e mentori per chi entrava come apprendista.

Tutto questo con un unico scopo: appassionarsi al progetto e all’azienda e portare a termine il lavoro nel miglior modo possibile per il cliente, per i dipendenti e per il gruppo intero.

Un ex dipendente riassume i risultati di questa strategia così: «Molte aziende si concentrano solo sui risultati: devi portare a termine un certo numero di ordini. Alibaba adotta l’approccio opposto: se vuoi portare a termine un certo numero di ordini questo mese, cosa devi fare ogni giorno? Suddividendo il lavoro in fasi, si può dedicare ogni giorno a uno dei passi chiave del processo; e alla fine ci si ritroverà non lontani dal traguardo.»

  • Modello di Business #7: Benefit e vantaggi per i dipendenti

Alibaba offre ai suoi dipendenti un prestito a tasso zero fino a 50.000 dollari da dare come caparra per un nuovo appartamento.

Migliaia ad oggi, sono i dipendenti che hanno approfittato di questo vantaggio per un ammontare di centinaia di milioni di dollari.

Inoltre, per i dipendenti più produttivi oltre ad avere un riconoscimento formale con annunci in tutta l’azienda, la stessa offre premi come abbigliamento e accesso di lusso, bonus e persino auto.

  • Modello di Business #8: Ambiente di lavoro informale

Ogni dipendente deve scegliersi un soprannome. Questa pratica consente un certo grado di anonimato.

I dipendenti possono pubblicare commenti su prodotti in una bacheca virtuale interna nonché chiedere il supporto di colleghi in caso di contestazioni o inviare suggerimenti e lamentele sulle decisioni aziendali.

Una cultura aziendale molto aperta e trasparente dove il focus è sempre il miglioramento delle condizioni di lavoro.

Sono invece scoraggiate le lamentele relative al proprio lavoro ed incentivata, in proposito, l’assunzione delle proprie responsabilità.

  • Modello di Business #9: Rotazione dei dipendenti per accogliere il cambiamento

Jack predilige il metodo di rotazione delle mansioni e dei luoghi. Gente che si sposta sulla gestione di un prodotto all’altro o addirittura spostamenti tra le regioni del Paese (a prescindere dalle prestazioni) sono all’ordine del giorno in Alibaba.

Nonostante sia un sistema che provochi più di qualche difficoltà, la direttiva aziendale è quella di accettarlo come anche «accettare le battute d’arresto», cioè i fallimenti.

Anche in Alibaba, come nella Silicon Valley, i fallimenti sono importanti quanto i successi e forse anche di più.

  • Modello di Business #10: Autonomia dei reparti

L’organizzazione dei reparti viene implementata in modo tale da far risultare i reparti stessi più autonomi al fine di responsabilizzarsi e mantenere una gerarchia più orizzontale.

Con questa “tecnica” ogni singolo componente del reparto tende sia ad impegnarsi di più che ad appassionarsi di più, non solo al progetto ma al reparto stesso.

Un dipendente riassume così la necessità di dimostrare «passione» nel lavoro per Alibaba: «In Alibaba siamo più appassionati al lavoro, siamo più sinceri e ci impegniamo di più.»

  • Modello di Business #11: Servizi gratuiti

Jack ha orientato i servizi di Alibaba affinché fossero di reale aiuto alle imprese, specie quelle piccole e più in difficoltà.

Su richiesta di Jack, molti dei servizi di Alibaba dovevano essere fruibili gratuitamente.

  • Modello di Business #12: Focus sull’impegno

In Alibaba vige il detto «Lavora con allegria ma vivi con serietà.», un approccio questo, che incoraggia le persone a lavorare con impegno e in netta controtendenza con quello che fanno le altre aziende e cioè: «lavorare con serietà ma vivere in allegria

  • Modello di Business #13: Assistenza cliente impeccabile

Quando la popolarità di Alibaba esplose, soprattutto per i numerosi servizi gratuiti, il reparto di assistenza faceva fatica a star dietro alle numerose comunicazioni a cui doveva far fronte.

Tuttavia Jack, mantenendo fede al principio “il cliente prima di tutto”, spronava il reparto a rispondere a tutte le comunicazioni entro un certo lasso di tempo (max 2 ore).

  • Modello di Business #14: Il modello di business di Alibaba: non avere un modello di business

È lo stesso Jack ad ammettere: «Non abbiamo ancora un modello di business ben delineato. Se considerate Yahoo! un motore di ricerca, Amazon una libreria, eBay una casa d’aste, allora Alibaba è un mercato elettronico. Yahoo! e Amazon non sono modelli perfetti, e stiamo ancora cercando di capire cosa sia meglio per noi

  • Modello di Business #1: Vantaggio competitivo, logistica e finanza

I tre pilastri alla base del successo di Alibaba.

Gli e-commerce del gruppo forniscono una quantità e varietà enorme di merci mentre la logistica consente di recapitare in maniera rapida e corretta i prodotti. La parte finanziaria infine, rende l’acquisto online sicuro e affidabile.

  • Modello di Business #15: Metterci la faccia

Jack per Alibaba era il più potente strumento di marketing aziendale. Ci metteva la faccia, partecipando attivamente alla “vita pubblica” dell’impresa. Dello stesso avviso è anche Richard Branson.

  • Modello di Business #16: Obiettivi di fatturato a lungo termine

Jack doveva convincere gli investitori della solidità di Alibaba. Visto che a questi interessa(va) solo il guadagno, Jack doveva far vedere loro che Alibaba aveva un piano per tutto e a lungo termine:

«Alibaba.com ha un piano per guadagnare oggi, domani e dopodomani», commentò. «Oggi ci concentriamo sugli introiti dei servizi di marketing online. Domani aggiungeremo la condivisione degli incassi con i fornitori di servizi di terze parti. E dopodomani i redditi provenienti dalle transazioni

  • Modello di Business #17: La concorrenza come motivo di miglioramento

Jack era consapevole il ruolo della concorrenza soprattutto nello spietato mondo delle internet company. Premeva sul fatto che la concorrenza non è un male, anzi.

È proprio la concorrenza che ci consente di migliorare le nostre imprese.

Come lui stesso dice: «Se non riesci a tollerare i tuoi avversari, loro ti batteranno. […] Se li tratti come nemici, hai già perso prima di iniziare a giocare. Se ti alleni a tirare freccette alla foto del tuo rivale, imparerai a combattere solo contro di lui e non contro gli altri. […] La concorrenza è la gioia più grande. Se la competizione ti fa soffrire, vuol dire che sbagli strategia

  • Modello di Business #18: Prepararsi per l’inverno

I momenti difficili possono arrivare senza preavviso anche (e soprattutto) per chi gestisce un’impresa.

Essere preparati è essenziale. Il fattore più importante per mantenere viva un’impresa è un bilancio in attivo e dei soldi per gli investimenti.

La filosofia di Jack era: «Raccogli denaro quando non ne hai bisogno. Quando ce n’è bisogno non andare a cercarlo: è troppo tardi.»

  • Modello di Business #19: Gli errori, gli insuccessi e i fallimenti non sono la fine ma l’inizio

Jack Ma ha detto: «Alibaba avrebbe potuto chiamarsi “mille e un errore”.» «[Nei primi anni] Non avevamo soldi, non avevamo tecnologia, non avevamo un piano». Come tutte le grandi imprese (ma anche quelle piccole) gli errori, gli insuccessi e i fallimenti non sono un ostacolo al raggiungimento del successo ma proprio l’inizio che vi porterà, passo dopo passo, a raggiungere l’obiettivo, qualunque esso sia. Jack ed Alibaba insegnano che la cosa davvero davvero importante è: iniziare, continuare e finire quindi:

  • Iniziate i vostri progetti
  • Continuate a lavorarci nonostante gli errori, gli insuccessi e i fallimenti
  • Terminate il lavoro e godetevi il viaggio

Il segreto del successo è tutto lì.

Conclusioni

Abbiamo analizzato i modelli comportamentali, di business e di leadership di Jack Ma, uno dei più grandi imprenditori cinesi del nostro tempo.

Non importa che voi siate imprenditori, impiagati o ragazzi e ragazze che vivono alla giornata.

Ciò che insegna la storia di Jack Ma e i Modelli di Successo di Jack è che tutti noi possiamo cambiare drasticamente le nostre esistenze e dare una direzione diversa alle nostre vite, se lo vogliamo veramente.

Ogni modello analizzato, persino i modelli di business, vi possono essere di aiuto per migliorare le vostre vite e il vostro lavoro nel punto in cui vi trovate adesso e con i mezzi che avete a disposizione, anche se molto limitati.

Con questa analisi super-dettagliata potete iniziare a usare anche voi gli strumenti mentali di Jack Ma.

L’unica cosa che vi è richiesta è la volontà di farlo.

Non abbiate paura della complessità della ricerca o della mole di dati da studiare, e non guardate il progetto Modelli di Successo con superficialità.

Avrete sicuramente notato che Modelli di Successo non è come altri siti o podcast che vi propinano articoletti quotidiani per fare traffico e audience.

È un progetto estremamente serio che analizza in maniera approfondita questi modelli.

Come potete pensare di avere successo senza lavorare sodo?

Per cui studiate quello che trovate in questi contenuti e applicatelo e se c’è qualcosa di non chiaro contattatemi e vi aiuterò come posso.

Max

Personaggi citati (Schede personaggio)

Arnold Schwarzenegger
Bill Gates
Donald Trump
Elon Musk
Joseph Tsai (Pagina personaggio in fase di creazione)
Lucy Peng (Pagina personaggio in fase di creazione)
Ray Dalio
Richard Branson
Robert Kiyosaki
Steve Jobs
Thomas Edison (Pagina personaggio in fase di creazione)
Tony Robbins
Warren Buffet (Pagina personaggio in fase di creazione)

Domanda: Qual è stata la parte che ti piaciuta di più e quali sono le cose che hai imparato da quest’articolo? Scrivimi nei commenti.

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