Arnold Schwarzenegger: le strategie mentali di un mito

"Non puoi salire la scala del successo con le mani in tasca"

Arnold Schwarzenegger - Io sono un campione - Modelli di Successo

 

Con questa analisi imparerete:
  • Perché il successo è un modello comportamentale
  • Che i traguardi di Arnold Schwarzenegger non sono “casuali”
  • Le strategie mentali che hanno fatto di Arnold un vero e proprio mito
  • A definire degli obiettivi ambiziosi e a raggiungerli
  • Ad avere il giusto focus sull’obiettivo e ad evitare i fattori negativi
  • Ad uscire dalla vostra zona di comfort per ottenere il successo che meritate
  • Gli strumenti mentali che usa Arnold per raggiungere traguardi stratosferici
  • Ad utilizzare la visualizzazione e l’azione per motivarvi al successo

Introduzione

È proprio questo il punto: è che io ci sono riuscito! (Arnold Schwarzenegger)

Come ha fatto Richard Branson a fondare un giornale di successo a soli 16 anni? E Tony Robbins a stravolgere la sua intera esistenza e a passare da ragazzo goffo e in forte sovrappeso ad uno dei formatori motivazionali più famosi e ricchi del mondo? Vogliamo parlare di Arnold Schwarzenegger? Un palestrato 16enne con un accento austriaco diventato uno degli attori “americani” più celebri dello star system del cinema mondiale (oltre che imprenditore, politico, produttore cinematografico e Mister Olympia). La lista è infinita. Credete che il loro segreto sia nel destino? Credete che il loro segreto sia la fortuna, il posto in cui sono nati, le circostanze o il denaro di famiglia? No, no e ancora no. Il segreto del loro successo è solo uno: la loro mente. Come già affermato in altre pagine del sito: “È quello che pensano, è come agiscono e reagiscono agli eventi, è come si comportano a renderle persone straordinarie”.  (Tratto da: Unified Model of Success)

Il segreto del successo? Modi di fare, essere e pensare

Imprenditori famosi - Modelli di Successo

La formula del successo è sempre questa: creare un’immagine e prendere la strada giusta perché quell’immagine diventi realtà. (Arnold Schwarzenegger)

Modelli di Successo nasce dall’esigenza di dare una risposta a quella che può essere una domanda importantissima per chiunque voglia conoscere i segreti e le strategie di coloro che hanno raggiunto risultati di eccellenza nel corso della loro esistenza. Infatti una delle domande che stanno alla base del miglioramento personale  è la seguente:

Perché ci sono persone che sembrano avere tutto, che sembrano avere successo in ogni cosa che fanno, che sembrano vincere ogni sfida, affrontare ogni impresa, sviluppare ogni idea e soddisfare ogni desiderio?

Eh sì, perché una parte del segreto del successo è tutta qui, in questa domanda. La chiave che vi dà accesso ad un’apertura mentale differente e capace di farvi intuire un orizzonte più ampio, sta nel capire che se non state ottenendo i risultati che desiderate ottenere nella vostra vita è perché, con tutta probabilità, non state facendo quel qualcosa che vi consentirebbe invece di raggiungerli. Ecco che quindi sopraggiunge una seconda domanda ancora più importante:

Cosa posso fare per ottenere gli stessi risultati che ottengono le persone di successo?

Questa domanda contiene un’altra parte del segreto del successo che vi da quindi la possibilità di ottenere nuovi e migliori risultati in ogni campo della vita. La risposta a questa domanda è la seguente:

Il segreto del successo è che non vi sono segreti ma solo modi di essere, di fare e di pensare.Click To Tweet

Il successo è un modello comportamentale

Io sono un campione - Modelli di Successo

Puoi essere qualsiasi cosa tu voglia, se sei disposto a pagarne il prezzo. (Arnold Schwarzenegger)

Con questo post entriamo nell’essenza di Modelli di Successo, ossia in quello che è lo scopo del progetto stesso: analizzare ed estrapolare i modelli comportamentali vincenti di coloro che hanno raggiunto risultati straordinari. Introdurremo la vita di un uomo che potremmo tranquillamente definire una macchina raggiungi-obiettivi. È lui, l’unico, il mitico, il leggendario, l’inimitabile Arnold Schwarzenegger.
Come detto in apertura, la vita di Arnold è stata costellata da successi di vario tipo. Un breve excursus vi darà un’idea delle tappe e dei risultati più importanti della sua vita:

(clicca sull’immagine per opzioni aggiuntive)

 Coloro che raggiungono risultati così importanti e variegati nell’arco di una vita hanno sicuramente un asso nella manica, un qualcosa che consente loro di esprimere tutte quelle qualità in grado di supportare il processo di realizzazione degli obiettivi che si sono prefissati. Il segreto di queste persone è avere dei modelli comportamentali che consentono loro di raggiungere quasi “meccanicamente” dei risultati straordinari.  Modelli di Successo è uno studio che analizza la mente di centinaia e centinaia di persone che hanno raggiunto risultati d’eccellenza nei relativi campi di appartenenza; è un’analisi dettagliata sui comportamenti delle persone di successo che ha come scopo quello di identificare e, successivamente estrapolare, degli schemi comportamentali che possano essere replicati al fine di far ottenere a chiunque gli stessi risultati di eccellenza. Sì perché esiste una regola che più di ogni altra ci fa comprendere come chiunque, me e voi compresi, possa raggiungere gli stessi risultati di successo di ogni altro essere umano sulla terra, ed è la seguente: “Se lo possono fare loro, lo posso fare anche io”.
Ecco come, tanti anni fa, è nato questo progetto che ha svolto (e svolge tuttora) un’analisi comportamentale di chiunque abbia raggiunto risultati di successo.
Sulla base di ciò e tornando ad Arnold, non è tanto importante, quindi, capire dove ha ottenuto successo ma come l’ha ottenuto, ossia quali sono stati quei tools mentali in grado di aiutarlo nel processo di realizzazione di questi successi. A supporto di quanto appena affermato vale la pena analizzare i campi in cui ha ottenuto questi traguardi:

  • Body Building
  • Imprenditoria
  • Cinema
  • Politica

Una pre-analisi ci potrebbe dire che i campi in cui Arny ha ottenuto successo sono “non” sospetti in quanto “tutti” diversi. La sua educazione, l’ambiente in cui è nato o la famiglia, non potevano dargli  le competenze necessarie per coprire tutti questi campi così diversi tra loro. Infatti:

  • Non possiamo affermare che sia stato il contesto ambientale in cui è vissuto ad aiutarlo a raggiungere questi successi: è nato in un paesino dell’Austria di 2000 abitanti
  • Non possiamo affermare che sia stato il contesto familiare aiutarlo a raggiungere questi successi: è nato e cresciuto in una famiglia povera
  • Non possiamo affermare che sia stato il contesto sociale ad aiutarlo a raggiungere questi successi: si è sempre mosso in base ai suoi obiettivi e non alle persone di cui eventualmente si circondava

Quindi non è l’ambiente, non è il denaro, non è la famiglia, non sono gli amici… quindi cos’è che ha fatto di Schwarzy per essere quello che è oggi? Semplice: i suoi modelli comportamentali, ossia quell’imprinting mentale che lo rende unico nel suo genere. Possiamo paragonare questi modelli comportamentali a degli strumenti da lavoro. Metaforicamente parlando, la cassetta degli attrezzi è la sua mente e gli attrezzi (i tools) veri e propri sono i suoi modelli comportamentali. Tutti noi abbiamo dei modelli comportamentali installati nella nostra mente. Alcuni possono essere modelli vincenti come quelli di Arny, altri meno. La cosa meravigliosa è che questi modelli comportamentali possono essere estrapolati e riutilizzati da chiunque. Ecco che quindi gli attrezzi mentali che desideriamo possedere possono diventare nostri. Come? Analizzando ed assimilando la vita degli uomini da cui vogliamo apprendere detti modelli ed è, questo, proprio lo scopo di Modelli di Successo.

Coloro che raggiungono risultati così importanti hanno sicuramente un asso nella manica.Click To Tweet

Analizziamo i segreti del successo di Arnold Schwarzenegger

Analizziamo i segreti del successo di Arnold Schwarzenegger

La mente è davvero così incredibile! (Arnold Schwarzenegger)

Questo articolo introduttivo sulla vita di Arnold ha lo scopo di effettuare una primissima analisi comportamentale per iniziare, così, a comprendere alcuni meccanismi mentali di Schwarzy che possono essere fin da subito utilizzati nella vostra vita di tutti i giorni. In particolare mi soffermerò su alcune sue dichiarazioni fatte agli albori della sua carriera. Quelle che seguono, sono le trascrizioni di queste dichiarazioni, dichiarazioni che raccolgono, ad un livello più profondo, il suo modus operandi, ed proprio lui, con queste sue parole, a darci indirettamente degli indizi importanti su quali siano questi suoi meccanismi mentali per raggiungere il successo (i punti-chiave sono contrassegnati da un numero). Se è vero che queste interviste riflettono principalmente la sua carriera nel body building (con una parte relativa al cinema), è anche vero che i modelli mentali utilizzati da Arnold valgono per qualunque suo obiettivo. Infatti tali modelli non sono che dei “software” installati nella sua mente che rimangono permanentemente nel sistema (la sua mente appunto). Quindi a questo livello, non è tanto importante comprendere la forma (il risultato ottenuto) quanto la fiamma, il motore che sta dietro alla realizzazione di tanti straordinari risultati. Insieme alle trascrizioni , quindi, sono presenti anche i risultati di questa prima analisi e i relativi modelli comportamentali (di successo) nonché una spiegazione dettagliata degli stessi. Prendete (e questo vale per tutto il sito) ogni modello comportamentale come uno strumento che potete apprendere e far vostro per ottenere migliori risultati nel lavoro e nella vita. (Un’analisi più completa e dettagliata del profilo di Arnold Schwarzenegger sarà disponibile nei prossimi articoli di Modelli di Successo, in una sezione dedicata)

/* Trascrizione di una parte del video Pumping Iron con Arnold Schwarzenegger */

…È proprio questo il punto: è che io ci sono riuscito!

I muscoli non reagiscono fino alla nona o decima ripetizione dell’esercizio poi si comincia a sentire il dolore… ed è proprio questo che lo fa sviluppare, lo sforzo continuo ed esasperato (1). Infatti quando pompi i tuoi muscoli e provi una sensazione di dolore devi continuare e continuare e continuare (2) perché le ultime due o tre o quattro ripetizioni sono quelle che fanno sì che il muscolo s’ingrossi e questo è il modo più semplice per distinguere un campione da uno che non sarà mai un campione. Se ce la farà a superare questo primo periodo potrebbe diventare anche un campione ma se non dovesse farcela può scordarselo e questo perché molte persone oggi non hanno più fegato. Fegato di cominciare e di andare avanti a qualsiasi costo senza la minima paura (3), senza paura del male né di svenire in palestra sapendo perfettamente che può capitare. È proprio così, sono cose che possono capitare. Per esempio io ho vomitato molto spesso mentre mi allenavo ma non importava perché io sono un campione (4).

Se tu vuoi essere un campione non devi mai avere attorno a te nessuna forza negativa che possa influenzarti (5). Se per esempio in questo momento io avessi un rapporto sentimentale con una ragazza questo potrebbe avere un effetto negativo sulla mia mente e quindi distruggere tutto il mio equilibrio perciò si deve dare un taglio alle emozioni personali e diventare freddo ed egoista prima di qualsiasi competizione e bisogna essere distaccati anche dal resto delle cose (6). Se per esempio adesso qualcuno mi rubasse la macchina proprio sotto casa mia non mi toccherebbe. Non posso permettermi di preoccuparmi di certe piccolezze. Potrei al massimo chiamare l’assicurazione e fare la denuncia, perché sono talmente concentrato (7) nel fare gli allenamenti che non posso pensare a certe cose e creare confusione nella mia mente

Mi ricordo che accadde una cosa simile quando mio padre morì (8) e che mia madre mi chiamò al telefono e piangendo mi disse: “figliolo tuo padre è morto” e questo è successo solo due mesi prima di un concorso. Mi chiese: “Arnold verrai per i funerali?” e io risposi: “No, è troppo tardi ormai è morto, non c’è più niente da fare. Mi dispiace non posso venire mamma” (9) e non mi sentii mai di spiegarle quale fosse il vero motivo o preferivo inventarmi una scusa banale piuttosto che spiegare a mia madre, alla quale era appena morto il marito, che lo facevo per la gara (10) e non ci pensai più. E infatti questa fu la vera causa di uno dei maggiori conflitti con la mia fidanzata (11) perché lei mi guardava e diceva: “Ma non te ne importa niente? Ma come? È tuo padre che è morto” e dopo non ne abbiamo più parlato.

/* Trascrizione tratta dal suo discorso in una università di Los Angeles */

Non ho voluto essere solo un campione di body-building, ho voluto essere il più grande campione di body-building tutti i tempi (12). Molto, molto nel profondo devi chiedere a te stesso chi vuoi diventare (13). Ho speso molto tempo con me stesso così ho potuto capire e ascoltare, cosa c’era dentro il mio cuore e dentro la mia testa (14). Immagina di essere un quindicenne in Austria e dici alle persone “voglio essere il campione del mondo di body-building”. Avevo questa abilità, e sapevo che gli Stati Uniti era dove potevo avere veramente successo. […] Mi dissero in faccia “non sei nient’altro che un ammasso di muscoli, non puoi recitare, non hai futuro, e hai un accento ridicolo. E con il tuo nome Schwarze-Schmitzel o quello che è, mi dissero “scordatelo” e risero (15). E poi il regista disse “Se non avessimo Schwarzenegger dovremo farne uno”. E quando feci Terminator. “Tornerò”. Una delle più famose frasi della storia cinema tutto a causa del mio accento strano. Questo dimostra che non devi ascoltare che “non puoi fare qualcosa” (16). Non avere paura di fallire. Non dovresti avere paura di fallire, fa parte della vita (17). Qualsiasi cosa può essere fatta se la visualizzi e se credi in te stesso (18). Quindi mai arrendersi e mai avere paura di fallire perché altrimenti ti rinchiudi e delimiti te stesso (19). Troverai gli scettici in ogni cambiamento che farai. Non ascoltare. Se avessi ascoltato gli scettici a quest’ora sarei ancora in Austria a cantare Io Jodel (20). Visualizza l’obiettivo è sappi esattamente dove andare (21). Non c’è assolutamente niente se non duro, duro lavoro. Nessun dolore, nessun guadagno (22). Non puoi salire la scala del successo con le mani in tasca.

/* Trascrizione tratta da alcune sue interviste */

Per me il segreto per fissare e realizzare un obiettivo sta nella visualizzazione. Bisogna crearsi un’immagine mentale di ciò che si vuole ottenere e immaginare che sia già realtà. Raggiungere l’obiettivo, poi, è quasi facile, perché sappiamo esattamente di cosa si tratta: bastano tempo e lavoro (23).

La gente fallisce nel raggiungere i propri obiettivi perché non riesce a immaginare di avere successo. Quindi alla fine crede di non potercela fare e getta la spugna alle prime difficoltà (24). Le persone di successo, invece, non mollano, perché nella loro mente hanno già vinto, solo che la cosa non è ancora ufficiale (25).

Mi piace spiegare questo concetto usando l’esempio di come ho sviluppato i polpacci. Quando mi resi finalmente conto che rappresentavano un punto debole, iniziai a immaginarli continuamente che crescevano e prendevano forma. Questo mi portò automaticamente a compiere i passi necessari per farli crescere (26). Per rafforzare il mio intento, arrivai a tagliare i pantaloni della tuta al ginocchio in modo da avere sempre sotto gli occhi i polpacci quando mi allenavo (27). Non m’importava quanto fossero striminziti: io li vedevo come polpacci da campione (28). Alla fine, quei muscoli sono cresciuti e la mia visione si è realizzata (29).

In tutta la mia carriera di body builder ho sempre usato trucchetti psicologici: è per questo che ho cominciato a immaginare che i miei bicipiti fossero montagne (30), anziché muscoli fatti di carne e sangue. Il fatto di pensare ai bicipiti come montagne li ha fatti crescere di più e più velocemente (31) che se li avessi considerati semplici muscoli. Quando alleno i bicipiti, ho le allucinazioni. Visualizzo il braccio così pompato che riempie la stanza.
Ricordo bene la sensazione di coricarmi ogni sera pensando all’allenamento del giorno seguente e, al risveglio, l’attesa impaziente del momento di andare finalmente in palestra. Ricordo bene anche come immaginavo che ogni boccone di cibo si trasformasse in muscoli crudi che aspettavano solo che tornassi in palestra per poterli scolpire alla perfezione nell’allenamento successivo (32).

“La formula del successo è sempre questa: creare un’immagine e prendere la strada giusta perché quell’immagine diventi realtà” (33).

Quand’ero molto giovane, avevo l’abitudine di visualizzare quello che volevo essere e cosa desideravo avere. Mentalmente non aveva mai dubbi su quello che desideravo (34). La mente è davvero così incredibile! Prima di vincere il mio primo titolo Mr Universo, gironzolavo per la competizione come se già fosse mia. Quel titolo era già mio: lo avevo già vinto così tante volte nella mia mente, che non c’era più alcun dubbio che lo avrei vinto anche nella realtà. Poi quando passai al cinema, lo stesso: visualizzavo me stesso come un famoso attore, che guadagnava un sacco di soldi. Potevo sentire e assaporare il successo. In quei momenti, tutto ciò che sapevo è che un giorno tutto questo si sarebbe avverato (35).

Quando un giornalista, nel 1976, gli chiese cosa pensava di fare una volta ritiratosi dal mondo del body-building, Schwarzenegger risolutamente gli rispose: “Semplice, diventerò la star numero uno del botteghino di Hollywood(36). “E come pensi di riuscirci?”, gli chiese il giornalista; Schwarzenegger rispose: “Crei una visione di chi vuoi essere e quindi vivi in quella visione come se fosse già realizzata(37). […] Terminator, nel 1984, sbancò i botteghini mondiali e consacrò Arnold Schwarzenegger come nuova luminosa stella di Hollywood.

Una volta fissato un obiettivo devi muoverti verso di esso attraverso lo’azione, azione e ancora azione. Semplicemente devi lavorare verso quell’obiettivo, confidando nel fatto che questo si realizzerà nel momento giusto (38), senza doverti focalizzare su una scadenza (39). Io credo fermamente nel duro lavoro (40), nella costanza e nell’intelligenza applicata, ma credo anche che ci vogliano delle buone occasioni per avere successo nella vita. E le buone occasioni si creano (41).

Non puoi salire la scala del successo con le mani in tasca”, ha detto ancora Arnold. “Puoi essere qualsiasi cosa tu voglia, se sei disposto a pagarne il prezzo(42).

Non sono disposto a farmi buttare giù dalle persone negative (43)” […]. “Un campione non può permettersi di lasciarsi toccare da nessuna influenza negativa esterna. Mi sono impegnato per imparare a mantenere la massima freddezza e a sgombrare la mente.” (44)

La forza non arriva dalle vittorie. La lotta e le sfide sviluppano le tue forze. Quando attraversi le difficoltà e decidi di non arrenderti, quella è la forza.” (45)

(L’ultima trascrizione è tratta da: “Usa il Segreto” di Michael Doody)
Ogni modello comportamentale è come uno strumento che potete apprendere e far vostro.Click To Tweet

Le strategie mentali di Arnold Schwarzenegger per raggiungere il successo

La forza non arriva dalle vittorie. La lotta e le sfide sviluppano le tue forze. Quando attraversi le difficoltà e decidi di non arrenderti, quella è la forza. (Arnold Schwarzenegger)

Dall’analisi eseguita sopra ecco che iniziano ad apparire i primi schemi comportamentali “ripetitivi” e gli strumenti propri dei processi mentali che Arnold Schwarzenegger compie nella sua mente, dalla definizione dei suoi obiettivi alla loro successiva realizzazione.

(clicca sull’immagine per opzioni aggiuntive)

Possiamo riassumerli quindi in un macro-processo suddiviso in 4 fasi. Ogni fase, a sua volta, è composta da un set di princìpi o Modelli di Successo, che vi consentiranno di iniziare la comprensione di quegli strumenti mentali usati da Arnold e che possono essere applicati/replicati da chiunque abbia voglia e intenzione di migliorare i propri risultati nel lavoro e nella vita. Imprimeteli indelebilmente nella vostra mente e avrete gli strumenti utili per iniziare una nuova vita.

Modelli comportamentali, riferimenti e analisi (per fase)

Fase 1: Obiettivi

Modelli comportamentali, riferimenti e spiegazione (per fase) - Modelli di Successo

Molto, molto nel profondo devi chiedere a te stesso chi vuoi diventare. (Arnold Schwarzenegger)

Definizione degli obiettivi (13,14)

La prima fase è quella della definizione degli obiettivi. È una fase, questa, di fondamentale importanza, in quanto delinea il futuro, in termini di direzione da prendere e azioni da eseguire. Il primo step di questa fase, dalla durata più o meno lunga, è il definire ciò che si vuole diventare. Non a caso Arnold afferma, in molte interviste, che lui stesso ha speso *molto* tempo a cercare di capire cosa lui volesse diventare. Questo processo introspettivo, di estremo interesse per chi lo compie e  peraltro abbastanza comune in molte delle personalità che ho analizzato, è un passo fondamentale della vita di ognuno di noi in quanto il sapere cosa vogliamo fare/essere/diventare ci consente di sprigionare tutto il nostro potenziale. Un esempio di come comprendere ciò che vogliamo diventare è dato dallo scoprire la nostra missione personale (o anche spirituale). Abbiamo già parlato dell’importanza della missione in questo articolo che vi consiglio caldamente di leggere e applicare.

Uso dell’immaginazione (come una sorta di realtà mentale aumentata) e di visualizzazione creativa (18,21,23,24-28,30-37)

Contestualmente alla definizione degli obiettivi, Arnold fa un uso estremo e costante di immaginazione e visualizzazione creativa . Queste due potenti tecniche mentali sono due facce della stessa medaglia ed hanno una sottile ma sostanziale differenza. Mentre l’immaginazione viene usata come un atto “creativo” (cioè si sta creando nella propria mente qualcosa di nuovo, che non ha un riscontro oggettivo nella propria realtà), la visualizzazione viene usata invece dalla nostra mente come una sorta di proiettore che ci consente di visualizzare cose, persone, oggetti presi dalla realtà. Ecco quindi che l’immaginazione rappresenta la componente emozionale nonché il processo vero e proprio di creazione intenzionale della definizione degli obiettivi di Arnold, mentre la visualizzazione rappresenta lo sfondo, la cornice in cui Arnold immagina se stesso fare/essere/avere quello che desidera.

Uso della tecnica del “come se” (23,25,31,33-37)

A questo punto, anche se indirettamente, abbiamo introdotto un’altra tecnica mentale importantissima: la tecnica del “come se”. È una tecnica di auto-suggestione (spesso eseguita involontariamente) in cui il soggetto vive come se fosse/facesse/avesse già la cosa che vuole essere/fare/avere. Vivere quotidianamente in questo contesto psicologico ci offre grandissime opportunità di cambiamento e Arnold è la prova vivente. I suoi processi mentali sono tutti improntati sull’immaginazione, la visualizzazione e il vivere “come se” ed hanno fatto di lui (insieme a tutti gli altri modelli comportamentali) quello che è oggi.

Fase 2: Focus e distacco

Focus e Distacco - Modelli di Successo

Non sono disposto a farmi buttare giù dalle persone negative. (Arnold Schwarzenegger)

Focus/Concentrazione esclusiva sull'obiettivo e sulle azioni da compiere per il raggiungimento dello stesso ad ogni costo, senza pensare a scadenze specifiche (4,6,7,10)

Arnold da un’estrema importanza alla concentrazione sull’obiettivo da raggiungere. Nelle sue interviste afferma diverse volte che per ottenere un tale focus ha dovuto lavorare molto su sé stesso. Nonostante molti grandi studiosi di crescita personale affermino che nella definizione degli obiettivi è fondamentale impostare una scadenza (anche a lungo termine), per mantenere una motivazione alta, Arnold non lo fa, anzi per lui, il doversi focalizzare su una scadenza è un punto a sfavore nel processo di realizzazione dei suoi obiettivi e si potrebbe intuire il perché. Essendo obiettivi enormi (dal diventare campioni del mondo di una disciplina al diventare uno tra gli attori più popolari del pianeta), l’impostare una scadenza potrebbe essere un limite invece che spronare a dare il massimo. I processi mentali di Arnold prendono la spinta motivazionale dalle visualizzazioni e non dalle scadenze. Impostare una scadenza per obiettivi così importanti, inoltre, potrebbe essere addirittura controproducente. Se, infatti superassimo i termini di scadenza (specie dopo anni e anni di lavoro), tutta la nostra motivazione potrebbe crollare come un castello di carte non avendo raggiunto entro la data stabilita il nostro scopo. Il metodo di Arnold invece funziona proprio perché non ha scadenze. Basti pensare che il tempo trascorso tra queste interviste e il film che lo ha fatto conoscere al grande pubblico (Terminator) è pari a otto (8) anni.  Il non avere una scadenza e l’utilizzo di immaginazione e visualizzazione creativa possono rafforzare di molto il focus sull’obiettivo.

Distacco da persone e cose che possono rivelarsi elementi di disturbo per il raggiungimento dell’obiettivo (6,8,9,11,15, 16,20,43,44)

Un’altra cosa, anzi quella più importante, è il distacco da cose e persone che potrebbero rivelarsi elementi di disturbo nel processo di realizzazione dell’obiettivo. Quest’elemento è comune a molti filosofi della crescita personale, in primis Jim Rohn. Infatti per raggiungere determinati traguardi bisogna essere distaccati, da tutto e tutti e questo vale non solo per una questione di concentrazione mentale ma anche di energia. La prima cosa da fare è quindi distaccarsi da quelle forze negative che vi possono distogliere dal vostro obiettivo. Possono essere cose, persone, situazioni, insomma qualunque cosa abbia un influsso negativo su di voi va allontanata. Arnold, ad esempio, chiama in causa gli “scettici”, ossia coloro che hanno sempre da dire qualcosa su di voi appena vedono che vi state impegnando in qualche obiettivo da raggiungere (diete, progetti, palestra, hobby) e state pur certi che non mancheranno mai persone che vi vorranno (volontariamente o meno) buttare a terra. In secondo luogo, bisogna eliminare tutte quelle emozioni che possono allontanarvi da quello che volete raggiungere. Insomma bisogna essere freddi e distaccati se si vogliono raggiungere mete ambiziose. Attenzione però che questo non vuol dire essere menefreghisti (non necessariamente), ma vuol dire semplicemente avere quel distacco che vi consentirà di realizzare i vostri sogni, perché due sono le cose: o cedete alle vostre emozioni (e alle loro conseguenze) o realizzate i vostri sogni mantenendo un fortissimo focus sul vostro obiettivo. Arnold oltrepassa tutto e tutti facendo l’esempio della morte del padre e inventandosi una scusa con la madre dicendo che non poteva andare al funerale del padre e questo perché aveva una competizione due mesi dopo. Questo, è sì un esempio limite, ma che fa comprendere lo spirito e la concentrazione di Schwarzenegger.

Fallimento come fattore di crescita e necessità dello stesso (modello comportamentale comune a molti altri) e resilienza (45)

Un altro fattore importantissimo per mantenere la concentrazione sull’obiettivo è il dare il giusto valore al fallimento. Troppe persone si arrendono alle prime sconfitte senza invece rendersi conto che quelle sconfitte rappresentano la loro più grande forza. Napoleon Hill parlava di sconfitte temporanee, Robert Kiyosaki parla dei fallimenti come il miglior processo di apprendimento nell’imprenditoria, Thomas Edison parlava di tentativi e feedback, insomma il fallimento va preso per quello che è davvero: una grande opportunità di crescita

Sbagliando si impara è il detto e non sbagliando si molla.Click To Tweet

Fase 3: Zona di comfort

Zona di Comfort

Andare avanti a qualsiasi costo senza la minima paura. (Arnold Schwarzenegger)

Andare avanti nonostante il dolore e la paura e quindi non arrendersi: superare la propria zona di comfort (1,2,3)

La zona di comfort è un stato psicologico in cui vi sentite a vostro agio e protetti, vi sentite bene e al sicuro. Il successo? È al di là della vostra zona di comfort. Brutale ma è così. In questa fase Arnold si rifà alla sua carriera nel Body Building e a ciò che comporta uscire dalla sua zona di comfort in quel contesto. Dolore, paura, disagio, sono tutti stati in cui capita di trovarci quando facciamo qualcosa che si trova al di fuori della nostra zona di comfort. Credo che qui il body building sia stato un grande insegnante per Arnold. Il pompaggio estremo di cui parla Arnold nelle sue interviste, e che è proprio del body building, è dovuto a questo “sforzo continuo ed esasperato” negli esercizi e che provoca molto dolore, persino paura e quindi, per taluni, difficile da superare. Tuttavia, metaforicamente parlando, questo superamento di questa zona che ci delimita fortemente in tutti i contesti della nostra vita, è la chiave del successo e lo è stata anche per Arnold.

Credenze potenzianti e autostima (4)

Il superamento continuo della nostra zona di comfort porta ad altri cambiamenti inaspettati. Questo processo di abbattimento continuo dei nostri limiti ci porta ad una più sviluppata autostima e al rifiuto/rimozione dei successivi limiti mentali che ci troveremo a fronteggiare facendoci entrare in un circolo virtuoso di miglioramento (ed ampliamento) continuo della nostra zona di comfort. Arnold ha già scelto chi vuole essere: “Io sono un campione” diceva nell’intervista. Questa credenza potenziante alimenta costantemente la sua autostima consentendogli di esprimere al massimo il suo potenziale. La questione fondamentale è che una maggiore autostima influenza noi stessi e questo si riflette in **tutti**  i campi in cui operiamo facendoci esprimere risorse che non pensavamo neanche di possedere.

Rifiuto, annichilimento e superamento dei possibili limiti mentali (12)

Una volta raggiunto questo stato psicologico altamente potenziante (una forte autostima) è automatico il rifiuto e successivo superamento dei propri limiti mentali. Questa è una fase “iterativa”, cioè che si ripete continuamente. Infatti, il superamento dei propri limiti porta al superamento della propria zona di comfort che porta ad una maggiore autostima che porta nuovamente al rifiuto e superamento dei propri limiti. Qui si è al top della forma psicologica e in grado di essere molto più produttivi ed avere più successo.

Fase 4: Risultato

Risultato - Modelli di Successo

Non c’è assolutamente niente se non duro, duro lavoro. Nessun dolore, nessun guadagno. (Arnold Schwarzenegger)

Duro lavoro (azione) come mezzo di raggiungimento del risultato (22,23,38-40,42)

Arrivati in questa fase non ci ferma più nessuno. Arnold, come spiegato in tantissime sue interviste, crede fortemente nel duro lavoro per il raggiungimento dei propri obiettivi. Insomma è un uomo di azione. No pain, no gain (tradotto: nessun dolore, nessun guadagno) è il mantra di Arnold. Le tecniche mentali da lui utilizzate per definire i suoi obiettivi unite all’azione efficace portano ai risultati da lui ottenuti. La motivazione (ossia l’azione motivata da qualcosa), è il segreto che spinge Arnold ad agire e questo ingrediente viene creato già dalla prima fase, ossia quella della definizione e del focus sugli obiettivi con l’uso della visualizzazione creativa.

Rafforzamento delle convinzioni potenzianti/circolo virtuoso (29)

I tools usati da Arnold durante tutto il processo mentale di realizzazione dei suoi obiettivi gli consentono di entrare in uno stato mentale virtuoso in grado di fargli raggiungere (il più delle volte) quello che si è prefissato di fare. Lavora sodo per i suoi obiettivi e li raggiunge. Ciò non fa che rafforzare costantemente la sua autostima (come nella fase 3) e questo fatto ha come conseguenza lo sviluppo di risorse interiori sempre più potenti che diventano la base per opportunità sempre più grandi.

Fortuna = Preparazione (duro lavoro/azione) che incontra l’opportunità (41)

Sapendo chi si vuole diventare e lavorando sodo (essendo quindi preparati) si creano le basi per incontrare quelle opportunità che cerchiamo e che (guarda caso) arrivano non appena siamo pronti a riceverle, non appena siamo preparati ad accoglierle.

La sua vita, i suoi traguardi e successi sono la prova di quanto detto finora.

Il successo di Arnold Schwarzenegger in 4 fasi.Click To Tweet

Gli strumenti mentali usati da Arnold

Gli strumenti mentali usati da Arnold Schwarzenegger - Modelli di Successo

Per me il segreto per fissare e realizzare un obiettivo sta nella visualizzazione. Bisogna crearsi un’immagine mentale di ciò che si vuole ottenere e immaginare che sia già realtà. Raggiungere l’obiettivo, poi, è quasi facile, perché sappiamo esattamente di cosa si tratta: bastano tempo e lavoro.  (Arnold Schwarzenegger)

Abbiamo visto che le macro-componenti di Arnold per la definizione-realizzazione dei suoi obiettivi sono due:

  1. Visualizzazione
  2. Azione

Questi sono i due processi che lo rendono un Terminator raggiungi-obiettivi: si auto-programma per ottenere qualcosa e lavora sodo per ottenerla fino al raggiungimento. Una volta ottenuto l’oggetto del suo obiettivo, passa a quello successivo.

Dall’analisi precedente si è evinto che la mente di Schwarzenegger è orientata all’immaginazione e alla visualizzazione e sulla base della spinta motivazionale da queste generate, riesce a entrare in quello stato mentale altamente potenziante che gli consente di avere una giusta predisposizione mentale orientata al successo. Non è un caso che personalità importanti come Wallace D. Wattles, Napoleon Hill, Tony Robbins, Bob Proctor, Gregg Braden, Genevieve Behrend, Michael Doody, Harry W. Carpenter, Ben Sweetland e molti altri, facciano (o abbiano fatto) un uso costante della visualizzazione per la definizione dei loro obiettivi. È uno strumento molto potente che, se usato saggiamente, può dare dei cambiamenti importanti nei risultati che otteniamo quotidianamente. Parlerò approfonditamente della visualizzazione creativa in altri saggi in quanto una disquisizione su tale argomento esula dall’obiettivo di questo post. In questo contesto, tuttavia, mi soffermerò sull’utilizzo di questa tecnica applicata alla psicologia dello sport (ma che può essere applicata in tutti i campi della vita) proprio per fornire esempi concreti di come questa tecnica agisca e abbia un impatto forte su tutto il nostro essere.

Visualizzazione e Azione: due processi per raggiungere i vostri obiettivi.Click To Tweet

PNL: una (brevissima) definizione

PNL - Modelli di Successo

Negli ultimi anni si è andato diffondendo sempre più un campo di studi denominato PNL anche se i primi studi risalgono agli anni 70. Furono Richard Bandler e John Grinder, assistiti da una manciata di collaboratori, a originare questa nuova e affascinante materia. La PNL si basava sul presupposto che un soggetto, i cui modelli comportamentali risultavano vincenti in un determinato ambito, potesse essere studiato in modo tale da comprendere come riusciva a ottenere quei risultati in quell’ambito. Una definizione precisa di PNL la danno i fondatori stessi con queste parole:

La PNL presenta strumenti specifici che possono essere efficacemente applicati in qualsiasi interazione umana. Essa offre tecniche specifiche con le quali l’esperto può vantaggiosamente organizzare e riorganizzare la propria esperienza soggettiva o l’esperienza di un cliente per definire e successivamente assicurare qualsiasi risultato comportamentale 

Come traduciamo queste parole? Semplicemente Bendler e Grinder affermano che qualsiasi modello comportamentale umano può essere replicato anche da persone diverse da quelle oggetto di studio. Questo è, in un certo senso, anche lo scopo di Modelli di Successo: analizzare la vita e le opere di persone che hanno raggiunto risultati d’eccellenza per comprendere come queste abbiano ottenuto proprio quei risultati al fine di estrarre una struttura da quei comportamenti soggettivi, struttura che possa essere riutilizzata da altri e far divenire così quei comportamenti oggettivi e quindi riutilizzabili.

Il successo può essere analizzato e replicato da chiunque.Click To Tweet

Il potere della visualizzazione

Visualizzazione creativa - Modelli di Successo

Visualizza l’obiettivo è sappi esattamente dove andare. (Arnold Schwarzenegger)

Per illustrare il potere della visualizzazione farò riferimento ad un esperimento condotto da alcuni scienziati su alcuni atleti russi. Questi furono divisi in 4 gruppi e successivamente addestrati facendo uso di rapporti tra pratica fisica e mentale prestabiliti come da tabella seguente:

Tabella Esperimento sulla Visualizzazione - Modelli di Successo

I risultati dell’esperimento furono incredibili: il 1° gruppo arrivò per ultimo e il 4° gruppo, quello che più aveva dato spazio all’allenamento tramite la visualizzazione arrivò primo. Uno dei motivi per cui la visualizzazione è una tecnica che funziona è presto detto: il cervello funziona a immagini. Il suo linguaggio interno è tutto fatto di immagini. Se vogliamo comunicare con lui è per immagini che dobbiamo parlagli. La cosa quasi magica è che il cervello non fa differenza tra il reale e l’immaginato, non riesce a distinguerli ed ecco perché lavorare con le immagini, come nel caso di Arnold, è un’abilità importantissima. Se poi, alla visualizzazione, affianchiamo l’immaginazione, e quindi creiamo qualcosa di nuovo nella nostra mente, ecco che le nostre immagini mentali diventano un ponte tra noi e i nostri futuri obiettivi (e risultati). Ecco che quindi la visualizzazione e l’immaginazione diventano un linguaggio di programmazione per programmare noi stessi, sia nel bene che, purtroppo, anche nel male. Sì, perché anche le immagini mentali negative che affollano la nostra mente finiscono per portarci proprio in quelle situazioni che visualizziamo, anche se queste sono, appunto, negative. Quindi è di fondamentale importanza focalizzarsi sugli obiettivi, sulle abilità che vogliamo migliorare e sui risultati che vogliamo ottenere. Inoltre, e probabilmente cosa molto più importante, la visualizzazione e l’immaginazione permettono alla mente e al corpo di apprendere molto più velocemente rispetto all’esercizio puramente fisico e questo apre scenari incredibili nella nostra vita quotidiana.

Oggi la visualizzazione è uno standard applicato in molti campi e non solo in ambito sportivo, ma ciò dimostra che chi fa uso di questa tecnica ha quel qualcosa in più che fa la differenza. E come dimostra il grande Arnold (anche se lui lo faceva inconsapevolmente), chiunque può farne uso per raggiungere i propri obiettivi, di qualunque tipo essi siano.

La visualizzazione può indurre un'auto-suggestione efficace e produttiva.Click To Tweet

 Ascolta l’audio

Con questi audio ho deciso di inserire anche una versione “ascoltabile” dei post principali di Modelli di Successo per dare la possibilità di seguirmi a chiunque preferisca i podcast all’articolo tradizionale. Ritengo inoltre che i podcast siano un valido supporto ai contenuti di Modelli di Successo.

Le persone di successo leggono ogni giorno! (approfondimenti)

Ora tocca a voi: diventate le persone di successo che meritate di essere (parte pratica)

Ora tocca a te - diventa la persona di successo che meriti - parte pratica

Gli esercizi pratici sono parte integrante dell’articolo e dell’Unified Model of Success. Facendo gli esercizi entrerete nella mentalità giusta per assimilare le giuste abitudini dei modelli di riferimento della mia ricerca. Li ho ideati e utilizzati in prima persona e mi hanno aiutato a cambiare le mie improduttive abitudini. Sono una parte essenziale del programma. Se volete cambiare iniziate ora!

Esercizi pratici

Per questi esercizi prenderemo spunto proprio dalle parole e dalle vicende di Arnold. La prima cosa da fare è sicuramente fare molta chiarezza di intenti e comprendere quali siano i vostri obiettivi più grandi, e chi davvero vogliate diventare. Successivamente farete degli esercizi di visualizzazione creativa per consolidare dentro di voi l’immagine mentale di quegli obiettivi “come se” fossero già raggiunti. Questi esercizi sono quelli che potrebbero cambiare il vostro futuro quindi bando alla pigrizia e datevi da fare per creare il vostro futuro già da oggi!

Esercizio 1: Chi vuoi diventare? (Parte 1)

  1. Prendete il vostro quaderno degli esercizi e una penna. Se non avete un quaderno compratelo. Su questo quaderno farete tutti gli esercizi.
  2. Prendete un foglio bianco e intitolatelo: “Chi vuoi diventare?”
  3. Iniziate a immaginare e scrivete quello che vi viene in mente. Impostate il tutto come se fosse un racconto, il racconto di voi stessi. Rispondete a domande del tipo:
    • Che tipo di persona mi vedo tra cinque anni? E tra dieci?
    • Chi voglio diventare nel futuro?
    • Come sono fisicamente?
    • Che tipo di relazioni sociali ho?
    • Che lavoro svolgo?
    • Che corsi frequento?
    • Quanto guadagno?
    • Dove vivo? (Descrivete la vostra casa e l’ambiente che frequentate nei minimi particolari)
    • Che oggetti possiedo? (Dall’auto all’orologio o qualunque altra cosa vi aggrada. Siate specifici)
  4. Descrivete ciò che vedete nella maniera più dettagliata possibile. Giocate con la fantasia e immaginate/visualizzate quello che desiderate essere nel vostro cuore.

Esercizio 1: Chi vuoi diventare? (Parte 2)

  1. Prendete un nuovo foglio del vostro quaderno degli esercizi e intitolatelo: definizione obiettivi
  2. Adesso disegnate sul foglio 4 quadranti e intitolateli come segue:
    • Salute, forma fisica, stile
    • Relazioni interpersonali
    • Fare ciò che si ama e amare ciò che si fa
    • Indipendenza economica
  3. Ritornate sulla descrizione di chi volete diventare e iniziate a trasformare i vostri desideri (come vi vedete) in obiettivi concreti. 

Ad esempio:

Se avete scritto: “mi vedo con un fisico magro e muscoloso” andate nel quadrante 1 relativo alla salute, forma fisica, stile e scrivete “Fisico magro e muscoloso”.
Se avete scritto “mi vedo con un compagno/compagna che risponde a queste caratteristiche” andate nel quadrante 2 relativo alle relazioni interpersonali e scrivete “Trovare un compagno/a con queste caratteristiche“.
Se avete scritto “mi vedo come manager di questa azienda” andate nel quadrante 3 relativo al fare ciò che si ama e amare ciò che si fa e scrivete “diventare un manager di questa azienda
Se avete scritto “mi vedo con un conto in baca di 1 milione di euro” andate nel quadrante 4 relativo all’indipendenza economica e scrivete “avere un conto in banca di 1 milione di €

Ripetete questo processo per tutti gli obiettivi che identificate nel vostro racconto. Alla fine di questo esercizio avrete sicuramente un’idea più chiara di quello che volete diventare e potrete procedere alla realizzazione dei vostri obiettivi.

Nota: Questi sono solo degli esempi. È chiaro che più siete specifici e meglio è. La definizione degli obiettivi è un arte e ne parleremo più avanti in altri saggi di Modelli di Successo. Definire gli obiettivi non è cosa semplice e immediata. Personalmente per definire i miei obiettivi a breve, medio e lungo termine ho impiegato diversi mesi e questo non perché sia difficile definirli ma perché fare chiarezza in noi stessi non è sempre una passeggiata. Chiarezza significa comprendere*esattamente* la strada che si vuole intraprendere sapendo che ci sarà un prezzo da pagare. Definire un obiettivo e iniziare (e terminare) il processo di realizzazione di quell’obiettivo significa essere disposti a pagare quel prezzo. Fate bene questo esercizio e senza fretta. Fate ordine dentro di voi e ascoltate il vostro cuore per capire chi volete diventare. Il cuore ha sempre ragione.

Esercizio 2: Immaginazione e visualizzazione creativa (obiettivo: auto-suggestione efficace)

  1. Scegliete un obiettivo specifico (preso dalla lista di obiettivi dell’esercizio precedente) su cui lavorare. Magari quello che per voi è il più importante e su cui volete lavorare subito.
  2. Ricostruite nella vostra mente ogni dettaglio di quell’obiettivo. Vedetevi come già arrivati ed in possesso di quella cosa sia essa un’abilità, un oggetto, un stato fisico, etc. Aiutatevi con l’immaginazione per creare quelle parti che ancora non esistono nella realtà ma che volete che esistano in futuro. (es. Immaginarvi con un fisico tonico e muscoloso)
  3. Usate tutti i vostri sensi. La visualizzazione deve essere “reale”, vivida. Concentratevi profondamente e “sentitevi” (a livello emozionale) come già in possesso di quella cosa sia essa un’abilità, un oggetto, un stato fisico, etc
  4. Eseguite la visualizzazione e l’immaginazione con i vostri occhi. Dovete essere voi stessi nell’immaginazione e nella visualizzazione (stato associato) e non guardarvi dall’esterno (stato dissociato)
  5. Rendete le immagini più vicine possibile al risultato che volete ottenere
  6. A questo punto, se avete eseguito correttamente l’esercizio, avrete costruito un’immagine mentale di voi stessi in possesso del risultato del vostro obiettivo.
  7. Riprendete quell’immagine diverse volte al giorno e meditateci su per qualche minuto. Assaporate le emozioni che provate essendo in quello stato e aprendovi totalmente al fatto che voi avete già raggiunto, nella vostra mente, quello stato e che è solo una questione di tempo e di duro lavoro.
  8. Fate questo esercizio fin quando non vi verrà così naturale che vi comporterete come se veramente siate già diventati quello che desiderate.
  9. Continuate fino a quando non avrete raggiunto il vostro obiettivo anche se questo dovesse voler dire farlo per anni. È questo il segreto del successo: non mollare, non arrendersi, portare a termine ciò che ci si è preposti di fare, anche se a lungo termine

Questi sono la semplificazione di due esercizi molto potenti che hanno reso Arnold quello che è oggi. Il processo di realizzazione degli obiettivi che Arnold usa è sempre lo stesso:

  1. Definizione (chi vuoi diventare),
  2. Visualizzazione e immaginazione (strumenti),
  3. Duro lavoro (azione)

Adesso anche voi potete usare gli stessi processi mentali per ottenere quello che desiderate. Impegnatevi nel comprenderli a fondo. Provate e riprovate e avrete successo come testimoniano le centinaia di personalità che, come Arnold, hanno raggiunto traguardi sorprendenti.

Un principio psicologico, detto effetto Hawthorne, in breve dice che “l’atto stesso di pensare di prestare maggiore attenzione a un dato comportamento da tenere fa sì che si migliori la propria performance in quell’area specifica”.

I Modelli di Successo sono set di regole (cose da fare, cose da ricordare, azioni, comportamenti, modi di pensare) estrapolate dalle personalità analizzate e che hanno prodotto sulle stesse dei risultati vincenti. Queste regole quindi, se assimiliate, seguite e fatte proprie, consentono di replicare i medesimi risultati.

Lo scopo di questo sito è promuovere tali modelli (che siano comportamentali, di business e di leadership) e far sì che chiunque possa migliorare la propria vita e il proprio benessere fisico, mentale e finanziario attraverso l’applicazione di detti modelliIniziate “pensando” a come potrebbe essere la vostra vita se questi modelli comportamentali, di business e di leadership fossero già parte di voi, del vostro lavoro e della vostra vita.

MODELLI DI SUCCESSO
Sulla base dei dati raccolti, ecco quali sono i Modelli di Successo relativi a quest’articolo che molte personalità di successo utilizzano:

MODELLI COMPORTAMENTALI

  • Per avere successo dovete prima avere ben chiari quali sono gli obiettivi.
  • L’immaginazione (usata come una sorta di realtà mentale aumentata) e la visualizzazione creativa sono due potenti tecniche di autosuggestione che vi possono aiutare in maniera concreta nel raggiungimento dei vostri obiettivi.
  • Vivere la quotidianità “come se” aveste già raggiunto quello che desiderate è il mezzo per raggiungerlo davvero.
  • Il focus perenne sull’obiettivo e sulle azioni da compiere per il raggiungimento dello stesso sono i mezzi che vi motiveranno giorno dopo giorno a non mollare e soprattutto ad agire.
  • Per raggiungere qualsiasi traguardo importante bisogna stare lontani da persone e cose che possono avere un’influenza negativa su di voi e il vostro operato.
  • Il fallimento è necessario per raggiungere traguardi importanti ed è necessario trattarlo per quello che è: solo un feedback.
  • La differenza tra chi ha successo e chi no è che il primo non ha mai mollato.
  • Il modo per superare i propri limiti si articola in tre fasi: rifiuto, annichilimento e superamento.
  • Si può fare tutto per bene ma se non si agisce non realizzerete alcunché.
  • La fortuna esiste solo per chi si prepara e chi agisce, cioè per chi è pronto. Solo quando sarete pronti l’opportunità busserà alla vostra porta..

I Modelli di Successo sono piccole e semplici informazioni che possono cambiare drasticamente la vostra vita se assimilate e fatte proprie. Il segreto del successo? È che non vi sono segreti ma solo modi di essere, di fare e di pensare.

Ed eccoci arrivati alla sfida dell’articolo. La sfida vi da l’opportunità di mettervi in gioco e di usare le cose che avete imparato nelle righe precedenti così da consolidare le tecniche e le strategie qui presenti. Chi dovete sfidare? Voi stessi! E dovete farlo con la consapevolezza che ogni sfida che intraprendete è un atto migliorativo della vostra persona e vi permette di ampliare la vostra zona di comfort, quella zona in cui siete rinchiusi e che non vi permette di vivere la vita che desiderate.

Sfida articolo
Accettando questa sfida si presuppone che abbiate già effettuato gli esercizi pratici.

Se accettate la sfida, ecco cosa farete:

  • Realizzate il vostro obiettivo più importante.

Questa sfida potrebbe cambiare la vostra vita per sempre e farvi prendere delle direzioni che altrimenti non avreste scelto. Accettatela e fate come le centinaia di uomini e donne che hanno non si sono arresi al sistema e hanno scelto di ricercare la propria felicità. La scelta è sempre e solo vostra.

Conclusioni

In questo post abbiamo iniziato ad effettuare l’analisi di uno dei personaggi più conosciuti della storia del Body Building e del cinema. Ne seguiranno molte altre di più complesse e complete sia su Arnold che su tutti i modelli di riferimento della mia ricerca (sono centinaia). Comprendere quali siano i meccanismi mentali di Arnold Schwarzenegger vi da la possibilità di intraprendere scelte diverse nel raggiungimento dei nostri obiettivi. Adesso, potete intuire quali sono le trappole in cui incorriamo se non abbiamo un giusto approccio mentale e il sapere come certi personaggi di estremo successo operano mentalmente, ci da la possibilità di comportarci in maniera più proficua. La prossima volta che vi ritroverete a dover affrontare un ostacolo o semplicemente a dover lavorare per raggiungere i vostri sogni, pensate e ragionate come Arnold. Lui al posto vostro avrebbe continuato fino a raggiungere l’obiettivo e questo… potete farlo anche voi!

Nota bene: quest’articolo rappresenta uno spunto di riflessione per il suo argomento principale. Se volete davvero essere persone di successo la prima cosa da fare è essere curiosi. Non fermatevi alla lettura di questi contenuti: esplorate, scavate in profondità, approfondite, cercate, diventate ricercatori del successo trovando altri spunti a conferma di quanto detto qui. Lasciate che ciò diventi un’abitudine e vi garantisco che una nuova vita di conoscenza e opportunità non tarderà ad arrivare.

Spazio al lettore

Come pensate che questi princìpi possano aiutarvi nella vostra vita quotidiana? Scrivetemi nei commenti.

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